lunedì 7 gennaio 2013

MT Rehab: funziona!



O meglio: ha funzionato, fino ai primi di marzo. Sette libri, mi ero letta, senza comprarne nessuno. Poi, però, ci si è messa di mezzo primaMondadori, con gli sconti sugli Oscar, poi la fiera del Libro che si tiene a Genova sotto le feste, poi due lunghe soste in stazione e in aereoporto e, buon ultimo, un appuntamento della creatura il giorno dello sciopero degli autobus, che mi ha costretto a fare da taxi per un pomeriggio intero, ammazzando il tempo in tutte le librerie del centro. 
Ergo, ho ricomprato e ho pure già letto, con un po' di desolazione. Ma ora torno alla vecchia lista e, già che ci sono, la aggiorno un po'



1.Sinoue, G., Il Ragazzo di Bruges (due copie)
2.Scahatzing, f, Il diavolo nella cattedrale
3. Birkegaard, M., I libri di Luca
Luther Blisset, Q  (e qui, mi vergogno)
Franzen, J., Le Correzioni (e mi rivergogno)*
Franzen, J., Libertà
Saramago, J., Il Vangelo secondo Gesù Cristo
Nesser, H,, Una donna segnata
Camilleri, A., Il Colore del Sole
Mankell, H, Prima del gelo
Singer, I. B., La famiglia Moskat
Vitali, A., Almeno il Cappello
Galeano, E., Splendori e miserie del gioco del calcio
Harris, R., Pompei
Harris, R. , Archangel
Lèvy, Marc, Se questo fosse vero
Holt, A., La Porta chiusa
Gilbert, E., Mangia, prega, ama
Carrisi, D., Il Suggeritore
Caldwell, E., La via del Tabacco
Torres, M,, Amor America
Carofiglio, G., Non esiste saggezza
Scerbanenco, G., Nebbia sul Naviglio. 
Goolrick, R., Una Moglie Affidabile
Ichikawa, T., Quando cadrà la pioggia, tornerò
Nichols, D. Le Domande di Brian (?)
Grisham, J., Il Ricatto (?)
Le Correzioni è in lettura- e mi sta piacendo da matti. Sempre in lettura, il primo romanzo di Nero Wolfe, nella nuova edizione del Giallo Beat (ma di questo parliamo giovedì)
In mezzo, ho letto anche
K. Atkinson, I casi dimenticati, 
A. Golden, Memorie di una Geisha 
e, per il book Club, Il circolo Pickwick
tutti in libreria, quindi a pieno titolo nel rehab

e sul fronte delle boiate, due nuovi acquisti:
Andrea Israle e Nancy Garfinkel, Il club delle ricette segrete
Penny Vincenzi, Tempi migliori (e qui chiedo un risarcimento, perchè ai miei tempi si chiamavano Harmony e avevano un sacco di segni distintivi, che su di me facevano lo stesso effetto dei cartelli davanti al deposito di Paperone- tipo "state alla larga, chi tocca muore etc etc". Ora hanno copertine fighissime, recensioni del Daily mirror stampate in oro e pure la fascetta con 25% di sconto...)

Due o tre consigli/sconsigli, tanto per non smentirmi

Robert Harris, Pompei- Se non fosse che so da suo cognato (quel Nick Hornby di cui non perdo una virgola) che a casa stanno tutti bene, proporrei una puntata speciale di Chi l'ha visto? tutta dedicata a lui. Nel senso che mi sto chiedendo da un bel po' di tempo dove sia finito l'Harris di Fatherland e di Enigma, capace come pochi di mescolare la storia con la fantapolitica, di creare trame sempre avvincenti, senza mai perdere quella credibilità che gli derivava da un aggancio puntuale alla realtà e alla complessità dei suoi personaggi, colti anche sotto l'aspetto psicologico, fatto non sempre scontato in romanzi d'azione. In Pompei, c'è solo l'ombra di questo autore, che confeziona una storia noiosa, scontata, troppo lunga e sfilacciata e- orrore degli orrori- pure irta di grossolani errori storici (su tutti, la morte di Plinio il Vecchio attribuita alla lava del vesuvio e non all'inalazione dei gas sulfurei). Sbiaditi i personaggi, scontata la trama, piatto lo stile. Un libro da lasciar perdere, insomma- a meno che non siate affascinati dal resoconto minuzioso delle opere idrauliche dei romani e dai trattati di vulcanologia. For dummies, of course...

Marc Lèvy- Se solo fosse vero- Ok, so che dopo queste righe non saremo più amici come prima, con qualcuno :-) Ed è per questo che chiedo preliminarmente venia, assicurando agli estimatori di Marc Lèvy che ci ho messo tutto l'impegno, a cercar di cogliere anche la minima ragione di tutto lo sconfinato successo arriso a questo romanzo. Ma l'unico risultato a cui sono approdata è che finalmente ho trovato la fonte di quelle boiate melense che ogni tanto girano su Facebook. Tipo quella del tempo, per esempio. Leggerle e grattarmi, di solito, è tutt'uno. Ciò che ha salvato le scorte di insulina, stavolta, è stata una botta di sana irritazione che mi ha preso dopo che, procedendo per una trama già vecchia ai tempi di Ghost ed uno stile da far rimpiangere il Moccia dei tempi peggiori, ho finalmente intuito qual era il vero filo conduttore del romanzo- vale a dire la spocchia e la pretestuosità del suo autore, che si degna di ammannire ai suoi lettori quelle che a lui paiono perle di saggezza e a me sono sembrate un crescendo di banalità del tutto insulse, degno pendent di una narrazione piatta e di una traduzione che ad ogni pagina intona un inesorabile de profundis per il congiuntivo, la subordinazione e, talvolta, pure la sintassi. L'unico pregio è la brevità, nel senso che in due ore è tutto finito. Ma il retrogusto dolciastro rimane- e non è piacevole, per nulla


il resto, nei prossimi giorni
ciao
ale