mercoledì 10 ottobre 2018

MUHAMMARA DI CAROTE


 

Se, come me, avete visto tutti i colori dell'hummus
Vi siete trasformati in un ammazza-vampiri a suon di sperimentare sullo Tzatziki
Avete finalmente fatto conoscenza con i Vigili del Fuoco di Singapore- e hai voglia a spiegargli che un'affumicatura perfetta val bene un allarme antincendio, se solo sentiste che Babaganoush che è venuto fuori
E avete pure annuito convinti, di fronte al Controversial Pea Guacamole
Allora e solo allora siete pronti per il passo successivo, ossia un tuffo nelle inifinite sfumature della salsa più seducente di tutta la cucina mediorientale:  il Muhammara. 
Gli Occidentali che lo conoscono, sono per lo più  debitori al solito Ottolenghi che ne ha pubblicato una sua versione sul The Guardian. Io sono fra le eccezioni, visto che a farmelo assaggiare per la prima volta è stata Eleonora, preparandolo da zero, melassa di melagrana inclusa- e da allora è stata la fine. 
Mia e di tutte le amiche di Singapore, per le quali ormai sono "quella del muhammara" che ha quasi soppiantato la focaccia e i baci di dama da tanto ne vanno pazze. C'entra di sicuro l'assenza di carboidrati, ma credetemi, carbs o no carbs, questa salsa è una bontà assoluta. L'originale è a base di peperoni rossi, melassa di melograno e noci mentre la ricetta di Melissa Clark introduce la prima variante sinora conosciuta, con l'aggiunta delle carote e la sostituzione della melassa con il cumino.
Potevo resistere? 
La risposta è qui