domenica 20 febbraio 2022

RADIO LONDRA - e fusse che fusse la volta buona

 

 

Se parto coi convenevoli e gli aggiornamenti, non la finisco più, anche perché lo scopo del post non è quello di rendervi conto degli ultimi due anni di questa vita avventurosa, visto che a quello  pensano egregiamente i social. Ma la ragione per cui vorrei riprendere questo blog andrebbe messa nero su bianco, visto che altrimenti non avrebbe senso, non in un mondo che non è nemmeno parente di quello degli inizi, scrivente inclusa. 

Il fatto è che questi due anni di pandemia mi hanno lasciato una tremenda voglia di fare ordine: la salute non c'entra (e comunque, tocco ferro ogni volta che lo dico), c'entrano semmai gli infiniti lutti che ci hanno colpito, due dei quali come pugnalate al cuore. E c'entra anche questa vita raminga, senza un posto dove fermarsi, senza una casa che possa essere davvero mia, a dispetto degli sforzi che faccio ogni volta per addomesticare quello che trovo. 

Morale della favola, sono in mezzo al magico potere del riordino- nella fase meno magica, quella del "tira fuori tutto e vediamo cosa fare". Al momento, so che ogni cosa dovrà avere un posto e ho deciso che il posto per tutte le mie cose sparse nel web sarà questo blog. Mi son ritrovata a volergli bene, del bene che si vuole al figlio più malandato, quello che si becca i vestiti smessi e i gesti distratti e che, però, resta il compagno più fedele e più fidato: e una volta che ho preso a guardarlo con un occhio diverso, soprattutto in questi giorni in cui ripubblico le glorie del menuturistico passato, son persino arrivata a pensare che sia meglio del suo fratello più illustre.

Quindi, da oggi si torna qui sopra, nella cucina che vedete in foto perché comunque, anche se proclamo ai quattro venti che ho chiuso con i fornelli, quella resta la stanza più amata di tutta la casa: di tutte le case, ma in particolare di questa, che corona il sogno di tutta una vita (l'indirizzo a Londra), con la ciliegina sulla torta del ricongiungimento con la figlia (lei è meno felice, ma sono dettagli). 

E, come per la cucina, anche questo blog torna ad essere quello che è sempre stato: un diario pubblico nella forma, privato nella sostanza, con il solo filtro della scrittura ad abbellire la realtà, cruda o cotta che sia. 

Vediamo quanto dura :)