mercoledì 27 maggio 2020

RATATOUILLE VELOCE (STIR-FRY)





Il sacro fuoco delle pulizie ha avuto come unica conseguenza sulla vita quotidiana la scomparsa dei sacchetti della rumenta: di solito ne siamo invasi, ancor più da quando abitiamo qui, dove i sacchetti della spesa corrispondono praticamente agli oggetti comprati. Insacchettano alle casse, secondo una procedura che mi è ancora sconosciuta ma che fa sì che esca ogni volta con una decina di sacchetti semivuoti per mano, tutti accomunati dall'invito a salvare l'ambiente e a non esagerare con la plastica e insomma, a farla breve, ho la dispensa piena. 
O meglio: avevo, perché dopo che sono stata contagiata dal magico potere del riordino, li ho utilizzati tutti, i non biodegradabili per gli imballi, quelli bio per la rumenta, col risultato che ci siamo accorti all'improvviso che erano finiti TUTTI. 
E così, son dovuta tornare a fare la spesa, praticamente solo per quello. 
Anzi, già che avevo una missione, mi son pure lasciata un po' andare, perché vuoi non prendere il kg di sedano in offerta o quella confezione famiglia  di tahini che si è tirata dietro da sola anche 6 lattine di ceci in scatola e un sacchetto di limoni-che però allora prendo anche i lime- e se ho i lime senza gli avocado, mi spieghi cosa me ne faccio- e però allora prendo anche le banane perché altrimenti non mi maturano più (gli avocado. Se li mettete vicino alle banane, maturano che è un piacere. Poi vi tocca mangiarli tutti assieme, ma è un dettaglio :) 
E dunque, ho di nuovo il frigo pieno da scoppiare. 
Ma ho i sacchetti della rumenta
E mi sa che ho inventato una nuova versione del The Circle of Life.
Caro il mio Elton, tié :) 


RATATOUILLE SVUOTA FRIGO
(in agrodolce)



Da quando mi sono abituata alle verdure cotte con lo stir-fry (saltate in padella, per dirle in Italiano), non riesco più a riconciliarmi con altri metodi, su tutte la lessatura. Ormai cuocio tutto nel wok (quello Ikea va benissimo) e in pochi minuti ho tutto pronto, bello croccante come piace a me. 

Questo è uno svuota frigo, l'omissione più colpevole è quella delle zucchine e delle olive che andrebbero aggiunte, per una ratatouille comme-il-faut. Io di solito metto il concentrato di pomodoro, ma ovviamente salse o meglio ancora pomodori freschi sono il top

2 cucchiai di olio extra-vergine di oliva
2 spicchi d'aglio sbucciato
1 cipolla bionda, sbucciata, mondata e tagliata a dadini
1 gambo di sedano, mondato e affettato finemente
3 carote, mondate e affettate
mezzo peperone rosso e mezzo peperone giallo, mondati, privati delle parti bianche e dei semi e tagliati a listarelle
una melanzana, mondata e tagliata a cubetti 
un pezzetto di peperoncino rosso thai (brucia parecchio)
1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro, stemperato in 2-3 cucchiai di acqua o brodo
sale
basilico fresco
2 cucchiai di aceto di vino rosso
2 cucchiaini di zucchero


Il segreto è non usare mai acqua, lavorare sempre a fiamma alta e fare in modo che le cotture sfruttino gli umori che rilasciano spontaneamente col calore
Si fa insaporire l'olio con l'aglio, decidete voi poi se lasciarlo o meno (a noi piace, io lo tolgo solo alla fine)
si parte con la cipolla, la si sala leggermente e la si fa andare, per 3-4 minuti. Se non siete capaci a far saltare il cibo in padella (io non lo sono), basta mescolarlo sempre. 
Poi si aggiunge il sedano, poi la carota, poi il peperone, poi la melanzana: calcolate circa 2 minuti di cottura, fra un inserimento e l'altro. dovete sempre lavorare a fiamma viva e mescolare. In ultimo, unite il pomodoro e qualche foglia di basilico, stracciata con le mani. Regolate di sale. 
Tenete comunque a portata di mano dell'acqua o del brodo caldi, nel caso le verdure dovessero risultare asciutte: di solito, l'acqua dove avete stemperato il concentrato di pomodoro dovrebbe essere più che sufficiente 
Se volete fare l'agrodolce, mescolate da parte zucchero e aceto, versateli sulle verdure e proseguite la cottura per un altro minuto, in modo che l'aceto evapori e lo zucchero si sciolga e si amalgami bene alla salsa. 
Il giorno dopo è migliore. 
Se ci arriva. 

TZATZIKI DI RAVANELLO- CREMA DI MELANZANE- PITA BREAD



Avevo un barattolo da kg di yogurt in frigo che mi ricordava minaccioso, ogni volta che aprivo lo sportello, che era lì lì per scadere. 
Per cui, la buona massaia che c'è in me aveva deciso di preparare un bel pranzo mediorientale, a base di pita, tzatziki, raita e babaghanoush, con lo yogurt a fare da filo conduttore fra i piatti e la mia soddisfazione. 
E mettine un cucchiaio nela pita, e mettine 5 cucchiai nello tzaziki, e fai la base per il babaganoush e adesso preparo pure il raita, ma prima fammi assaggiare un po' di questo tzatziki coi ravanelli che son secoli che non lo faccio....
E che, udite udite, è dolce. 
Perché lo yogurt, udite udite, tiene lo zucchero d'uva
E no, non c'è verso di rimediare. 
Per cui, butta via la base del babaghanoush, rinuncia al raita, prega che la cottura faccia il miracolo e salvi la pita e prova a pensare positivo, che in foto lo zucchero d'uva non si vede- e nemmeno si sente l'eco delle prese per i fondelli della famiglia felice....



TZATZIKI DI RAVANELLO


Vecchia ricetta di menuturistico, che mi è tornata in mente dopo che l'ho vista riproposta sulla bacheca di FB di una amica bravissima. Si va a occhio, ovviamente

10-15 ravanelli (qui sono tutti piccoli)
2 spicchi d'aglio
200 ml di yogurt, meglio se greco
sale
aneto (meglio se fresco, io non lo avevo)

A me piace lo tzatziki ricco, quindi probabilmente metto meno yogurt delle dosi consigliate, e non eccessivamente grasso: so che tanti mettono l'olio, io no. Il pepe rosa, invece, ci starebbe benissimo e la prossima volta lo aggiungo. Qui cucino in modo estemporaneo, ma sarebbe meglio far riposare in frigo lo tzatziki per qualche ora, per meglio amalgamare i sapori


CREMA DI MELANZANE



Anche questa, con quello che c'era
1 melanzana grande
un ciuffo di menta
un po' di prezzemolo
peperoncino
aglio
olio extravergine
sale

Ho fatto arrostire la melanzana  direttamente sulla fiamma, come con i peperoni. (unico accorgimento, un foglio di stagnola attorno al fornello: dovrete pulire comunque, ma vi risparmia la parte più grossa), poi l'ho fatta intiepidire e l'ho sbucciata. L'ho frullata in crema con tutti gli altri ingredienti, aggiungendo l'olio a filo, come per fare una maionese

P.S. un altro metodo per arrostire le melanzane sulla fiamma è quello di avvolgerle in carta stagnola e procedere un po' alla volta. E' indicato solo se avete paura di bruciarvi (ma, a questo punto, meglio lavorare su una piastra, cosi le lasciate lì e fate dell'altro :)  


PITA
(cotta sulla piastra)


500 g di farina per pane
1 cucchiaino da té di lievito secco
280 ml di acqua tiepida
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaio di yogurt bianco, intero (e non dolce)

Impastate tutto per una decina di minuti, fino ad ottenere un impasto liscio, leggermente appiccicoso ma elastico. Fate lievitare fino al raddoppio, poi dividetelo in 10 pezzi e stendeteli con il mattarello in tanti ovali. Lasciateli riposare mezz'ora, poi stendeteli di nuovo (dovranno raddoppiare di lunghezza): in questo modo, otterrete delle sfoglie sottili, che potete stendere ulteriormente con i pugni (un po' come per la focaccia al formaggio), perfette per essere cotte in padella. 
Mettete sul fuoco una piastra o una padella per crépe o una padella (meglio se non antiaderente) e scaldatela alla massima temperatura. Cuocetevi le pita, una per volta, pochi minuti per lato. Impilatele a mano a mano che sono pronte e tenetele in caldo sotto un telo pulito.