lunedì 11 maggio 2015

VENT'ANNI

 
Dammi tre parole

"'Sta figgetta ha g'ha 'n'intelligenza..."
" Uhh, nonna, Einstein, ho partorito...."
" A parla zeneize- e mi nu ghe l'ho miga insegnou"
" E vabbè, "non gliel'ho mica insegnato".... le parli in genovese tutto il santo giorno,  ovvio che lei qualcosa capisca.."
" Se te diggu ch' a sa tuttu, a sa tuttu..."
" E allora sentiamo un po' questo pappagallino, cosa mi dice in genovese.. dai Carola, fammi sentire cos'hai imparato dalla bisnonna"
".. figgetta... zeneize... atatuttu"
" Ma brava, amore bello della mamma, brava! anzi, guarda, ora che arriva il Professore, lo facciamo sentire pure a lui, cos'hai imparato di nuovo"
"Dottoressa, i miei ossequi... questa bambina cresce sempre più bella e intelligente....sarà un fiore all'occhiello della mia classe, spero..."
"Sarebbe un onore, mi creda... intanto, oggi abbiamo fatto qualche progresso, sul fronte del bilinguismo... vero, Carolina? Glielo dici al Professore, che cosa hai imparato oggi?
"...."
"Dai, su, quelle tre paroline..."
"..."
"...in genovese..."
"..."
" ...quelle che ti ha insegnato la bisnonna..."
"..."
" essù, Carola, le hai dette un attimo fa..tre paroline, in fila, così bene... dille un po' anche al Professore, dai..."
"vanni-a- bagacce"




nobody is perfect

"Ieri, Margherita ha studiato tutto il giorno. L'ha persino aiutata mio marito, che è ingegnere, perchè ci teniamo a prendere un bel voto, nel primo compito in classe della scuola elementare. Carola, con chi ha studiato?"
" Compit.. clss...????? ah... oh...ehh.... beh... con me, sì, con me, sicuramente.... e sì, anche lei, ha studiato tutto il giorno... uh, guarda, anche alla sera, ha studiato...uhh, fino a notte fonda... non me lo dire, che se cominciamo così, chissà come ci arriviamo alla laurea... un secondo solo, scusa, ho una telefonata da fare... "mamma???... ma senti un po',  ma ti risulta che oggi ci sia compito in classe,dalla Carola? ...eh no, neanche io so niente...  e no che non ha aperto un libro, figurati... e cosa vuoi che abbia fatto, ha giocato ininterrottamente da venerdì a cinque minuti fa... e cosa vuoi che sappia, niente, no? non ha studiato niente, non saprà niente... mi sta venendo un ictus, guarda... ora provo a dirle qualcosa, ti richiamo..."

"Carola, amore, vieni un secondo dalla mamma.... cos'è 'sta storia del compito in classe?
" ah,sì, c'è compito in classe"
" ma lo sapevi?"
" sì"
" e perchè non  me l'hai detto?"
" perchè sennò mi facevi studiare e io dovevo andare in barca col nonno"
" e santa pace, Carola,eccerto che ti facevo studiare... e adesso?"
" ma le so, le cose, mamma... le so...."
" senti, le tue compagne han studiato tutto il giorno, lì ci son le madri tutte invasate, io vorrei sprofondare dalla vergogna... ti prego, anche se non hai studiato niente, cerca di farlo bene, 'sto saggio, ok? che lo sai che la mamma ci tiene...
" ok, ci provo"
" grazie, amore, buona scuola"
......
" mamma?"
" sì?"
" mamma, puoi venire qui un attimo?"
" sì, certo, cosa c'è?"
" c'è che devi sapere una cosa... che io qualche errore, nel compito in classe, lo voglio fare. non tanti, qualcuno: scelgo io dove. Perchè sennò finisce che divento come la Margherita, che prende sempre bei voti ed è antipatica a tutti..."




Onora il sabato

".. e Greco...Greco mi sa che se lo porta a settembre,mi sa... guarda, non me lo stare a dire, perchè che mia figlia -MIA FIGLIA-si porti Greco -GRECO- a settembre, guarda, è una cosa che mi fa andare il sangue al cervello...essì che aveva preso otto... ma qui lo sai a cosa servono gli otto, no? mica ad alzarsi la media, macché.. servono a poter prendere 4 nel compito dopo, capisci???? guarda, non me ne parlare... si gioca tutto in questi giorni: sabato, l'ha interrogata... e come vuoi che sia andata.. " bene,  bene", qui va sempre bene- bene... sei e mezzo, ha preso. E no, sei e mezzo non è andare bene. E cosa vuol dire, la sufficienza l'ha presa... almeno un sette, doveva prendere... così, ora si gioca tutto oggi, con l'ultimo saggio... aspetta, è qui, ti saluto che sento come è andata...

"allora? come è andata? fatto tutto? come è andata?"
" bene, bene"
"come, "bene bene", COSA VUOL DIRE "BENE BENE"... era facile,era difficile, era lungo, era corto..."
" Era facile, ma era lungo. E infatti, non ho avuto tempo. Ho risposto bene   a tutte le domande, poi all'ultima le ho scritto che gliel'ho detta sabato, la risposta"
" Carola... ricominciamo daccapo... e  non scherzare... cos'hai risposto,all'ultima domanda?"
" Te l'ho detto: gliel'ho detto sabato"
" ... cioè... fammi capire...  hai scritto: "GLIEL'HO DETTO SABATO!!!!", nel compito in classe?????????????????!!!!!"
" Sìììììììììììì.. te l'ho dettooooooooooooooo.... domanda: declina gli aoristi di lego. Me li ha chiesti sabato e li sapevo, suonava la campanella e non avevo tempo... non dovevo????"

(per la cronaca: il compito ha fruttato un bel voto e la promozione a giugno. il "gliel'ho detto sabato" è stato contornato da una selva di segnacci, punti interrogativi e bestemmioni in greco antico -e rigorosamente fotografato col cellulare. Io ci ho messo sei mesi di training autogeno, per andare a chiedere scusa alla professoressa, beccandomi una sciacquata di testa che è iniziata con  "in trent'anni di insegnamento MAI ho visto una cosa del genere" ed è finita con "se non l'avesse fatto sua figlia, quello era un compito da annullare. Ma sua figlia è così: malizia, secondi fini, calcoli, neanche sappiamo dove stiano di casa. Ma guai a lei se si azzarda un'altra volta..")

Zingarate

"Ah, e non ti ho detto una cosa...della gita scolastica in Croazia... che siccome una sera eravamo finite in un albergo bruttissimo,no?, ma che dava su un parco giochi carino, di notte siamo scappate, con due mie amiche e siamo andate lì.. e  c'erano i tappeti elastici, te li ricordi, no?, quelli che facevo da piccola...e allora ci siamo messe a saltare e io ho provato i salti con la capriola no', ma non  mi ricordavo più come si faceva a tornare in piedi... e mentre ero lì che provavo, sono arrivati tre ragazzi, zingari, tutti tatuati.., e le mie amiche se ne sono andate e io sono rimasta lì... allora si avvicina uno e si mette a saltare con me... e lui però saltava bene, cadeva sempre in piedi... e allora gli ho chiesto di insegnarmi, no?, ed è stato gentile, in un attimo mi sono ricordata... poi però dovevo tornare, allora sono andata verso l'albergo.. e loro mi sono venuti dietro, tutti e tre... e sai perché? perchè avevo perso il cellulare e me lo volevano restiture. Vedi che non bisogna essere razzisti, no? se lo potevano tenere e invece... Mamma? ... Mamma?.. ti senti bene, mamma?...cosa ho detto di male?..."



L'artefice delle prodezze di cui sopra oggi compie vent'anni. 
E se vi aspettate un finale strappalacrime, state freschi: una delle poche cose che mi accomuna, alla creatura, è la riservatezza in materia di sentimenti privati. Di sicuro riderà, leggendo questo resoconto in pillole di una minima parte della nostra storia, ma guai ad andare oltre. 
Anche perchè, stavolta, mi sarebbe impossibile non sbarellare: e non perchè sono distante e nemmeno perchè sono invecchiata:ma perché in vent'anni ho imparato che  quell'11 maggio del 1995 ho avuto in sorte il dono di una figlia dotata di tutte le virtù che non ho e che ammiro sommamente in chi le possiede: autonomia, intelligenza, sensibilità, coltivate per giunta in modo sofisticato e controcorrente, con  la grinta di chi non ha paura di affrontare il presente e la sublime levità di chi sa che domani è un altro giorno. 
E con una bellezza da mozzare il fiato.
Quella dei vent'anni- e quella tutta sua.
Unica, rara, speciale.
Auguri, amore della tua mamma, anche da qui.