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martedì 2 giugno 2020

CHOCOLATE BROWNIES WITH CREAM CHEESE




Il lessico familiare è il linguaggio che si parla fra persone a cui si è legati da una certa consuetudine. Si chiama "familiare" perché è in famiglia che detta consuetudine diventa più certa, arricchendosi anche di particolari insospettabili che ai tempi ci avrebbero fatto fuggire dall'altare e che oggi, nelle giornate sì, si propongono come alternative ad una routine altrimenti logorante, perché vuoi mettere quanto sarebbe noioso un marito che affronta una conference call in jeans e camicia e non fasciato in bermuda di lino gialli e camicia a maniche lunghe rosa e quando glielo fai notare, risponde offesissimo che la camicia è bordeaux, ecco. 
Ma sto divagando. 
Il lessico familiare, dicevamo, è quella cosa per cui il termine che altrove ha un significato ben definito, in famiglia ne assume un altro, grazie ad esperienze di vita vissuta che hanno fatto sì che quello che in tutto il resto del Paese si chiama "telecomando" in casa vostra risponda al nome di "sciaccabrettiu" (schiaccia ad minchiam), quello che sia un notissimo brand di un elettrodomestico sia il soprannome di vostra suocera e via dicendo. 
(ora lo so che siete tutti lì a cercare di indovinare il soprannome di mia suocera e se volete un indizio, è qualcosa che trita, a lungo e profondamente :) 
Comunque sia, in casa nostra uno di questi nomi potenti, capace nel corso della storia di fermare il tempo, rivoluzionare i codici semantici, riassumere in sé la pregnanza di una esperienza e veicolarne il ricordo è "porcata". 
Pronunciate questo termine altrove- e preparatevi a dire addio a tutta la vosta vita sociale, fra persone civili. 
Pronunciatelo a casa nostra- e sarà come assistere al risveglio dei morti: perché da noi "porcata" significa quanto di più godurioso, godereccio, appagante ed abbondante possa essere prodotto nelle 4 mura della cucina. 
La palma della più sublime di tutte le porcate la detiene la suocera di cui sopra, artefice di una crema che era un concentrato dei Sette Peccati Capitali, elevati alla enne. Panna, marron glacé, ricotta, più una serie di altri ingredienti che ora ho rimosso ma che ai tempi mi avevano convinta, d'impulso, a chiederle non solo la ricetta, ma anche la pubblicazione sull'allora neonato blog. Al momento del battesimo, nessuna esitazione: la porcata di mia suocera era- e la porcata di mia suocera sarebbe rimasta. 
L'accoglienza era stata festosa e pertanto non mi ero preoccupata quando, nelle settimane successive, la ricetta continuava ad essere sempre al top della classifica delle più cliccate. Neppure lo avevo fatto dopo uno o due mesi. Ma quando, a fronte di ricette nuove e belle e apprezzate, quella risultava sempre nella hit delle più amate, avevo scrutato più a fondo, fra i motori di ricerca. 
Per scoprire, con malcelato orrore, che i lettori del mio blog erano appassionati più di alcove che di cucina e di suocere più che di legittime mogli: le porcate, insomma, restituite al loro habitat naturale, riprendevano il loro significato, con tutte le conseguenze - anche insospettabili- del caso. 
Ragion per cui, questi brownies vengono chiamati con il loro nome, Brownies al cioccolato con formaggio cremoso, che magari non rende bene l'idea della loro bontà, ma mi mette a vento da pericolose avances- visto che ormai, della suocera, ho tutto, anche l'età. 
Ma, sia chiaro, sono la più sublime di tutte le porcate. 
Basta che resti fra noi 

CHOCOLATE BROWNIES WITH CREAM CHEESE 
da How to Be a Domestic Goodness 
di Nigella Lawson



125 g di cioccolato fondente
125 g di burro
2 uova grandi
200 g di zucchero
75 g di farina
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 g di formaggio cremoso tipo Philadelphia, freddo di frigorifero


una teglia quadrata  di 23 cmx, imburrata e rivestita di carta da forno 

In una casseruola dal fondo spesso, fate fondere il burro e il cioccolato, a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto. Una volta sciolti, mescolateli ancora, a fuoco spento, in modo che si amalgamino per bene e fateli intiepidire per pochi minuti. 
Nel frattempo, montate le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso e profumatelo con la vaniglia. Aggiungete il mix di burro e cioccolato fusi, sempre montando e, in ultimo, la farina setacciata con il sale. Dovrete ottenere un composto liscio e fluido. 
Versatene metà nella teglia, muovendola delicatamente in modo che il composto si distribuisca in modo uniforme sul fondo. 
Dopodiché, tagliate a fette sottili il Philadelphia e distribuitelo sulla superficie: cercate di non lasciare spazi e di coprire anche i bordi: io mi sono aiutata anche con le mani, allargando un po' le fette. Terminata questa operazione, versate il resto del composto sopra lo strato di formaggio e lasciate assestare per un minuto o due. Vedrete che il composto si adatterà alla teglia, coprendo lo strato sottostante. 
Cuocete in forno già caldo a 180°C per circa mezz'ora: i brownies non devono essere troppo cotti. Io mi regolo osservando la superficie, appena iniziano ad incresparsi ci siamo. Cercate però di non aprire il forno almeno per i primi 20 minuti, perché lo sbalzo di temperatura potrebbe provocare le crepe, con il rischio di darvi un falso indizio. 
Una volta sfornato, lasciate raffreddare a temperatura ambiente per almeno un quarto d'ora (ma mezz'ora sarebbe meglio), prima di tagliare a quadrotti. 

giovedì 25 gennaio 2018

MOUSSE AL CIOCCOLATO E ALLE CILIEGIE IN 5 MINUTI (J. OLIVER)

 


 

Questa ricetta nasce sotto il segno del 5.
5 ingredienti
5 minuti per prepararla
5 secondi per mangiarla, come si può facilmente evincere dalla foto. 

In pratica, la si fa e la si mangia, senza bisogno di farla assestare in frigo, come la maggior parte delle mousse che si rispettino. Senza per questo perdere lo stato di "mousse che si rispetti", nonchè il lusinghiero giudizio della sottoscritta e del di lei marito. 

La ricetta è allo Starbooks

 

mercoledì 1 febbraio 2017

TORTA ALLIGATOR



Inutile che vi sforziate di cercarlo, perche' l'Alligator che da' il nome a questa torta era nel T9 del mio telefono, da qualche tempo girato sull'inglese, perche' mi aiuta -eccome- nell'ortografia. 
Fino a quando non passo all'italiano: mi aiuta anche li, sia chiaro, ma a fare figure di mierda. 
E cosi, quella che ieri su Fb e' stata presentata come la madre di tutti gli attentati alle diete, vale a dire la torta che vedete nella foto, e' stata descritta come "un quattro quarti al cacao ALLIGATOR con una tazzina di caffe'". 
Il resto e' tutto sulla mia bacheca e sia lode a Roberta e ad Elisa, grazie alle quali e' nata questa cerimonia di battesimo che si conclude nel blog, all'ufficio anagrafe. 
Ma bando alle ciance- ed ecco la ricetta

QUATTRO QUARTI AL CACAO
con caffe' e arancia


questa torta si presta benissimo ad essere farcita con una glassa a specchio, come quella che vedete in foto, o con una glassa montata al cioccolato: in questo caso, e' meglio farla a due strati, aumentando le dosi di un terzo. 
di seguito, metto tutto


per uno stampo da 20 cm (torta ad un solo strato)
175 di burro morbido
175 g di zucchero semolato
3 uova
1 tazzina di caffe'
la scorza e il succo di una arancia non trattata
175 g di farina
70 g di cacao amaro
1 cucchiaino colmo di lievito per dolci

per due stampi da 20 cm (torta a due strati)
225 di burro morbido
225 g di zucchero semolato
4 uova
1 tazzina di caffe', colma
la scorza e il succo di una arancia non trattata
225 g di farina
80 g di cacao amaro
2 cucchiaini  di lievito per dolci

Forno: 180 gradi, modalita' statica

Procedimento 
per la torta ad un solo strato

1. in un'ampia terrina, montate bene con le fruste elettriche burro e zucchero, fino a quando i granelli dello zucchero non si sentiranno piu' sotto le fruste (piu' o meno)
2. incorporate le uova, uno alla volta, sempre montando
3. aggiungete il caffe' e il succo e la scorza dell'arancia, montando a bassa velocita'
4. setacciate farina, cacao e lievito e uniteli al composto
5. amalgamate bene il tutto
6. versate il composto nello stampo, precedentemente imburrato e infarinato, battetelo leggermente sul piano di lavoro per livellarne la superficie ed eliminare eventuali bolle d'aria e infornare, dai 20 ai 30 minuti (dipende dai forni): l'importante 'e non cuocere troppo la torta. Alla prova-stecchino, lo stuzzicadenti dovra' risultare senza residui di impasto, ma umido.
7. Sfornare, lasciare intiepidire per una decina di minuti, poi sformare su una gratella e lasciar raffreddare completamente. 

per la torta a due strati
Seguire il procedimento precedente, dal punto 1 al punto 5
6. Suddividete il composto in due stampi, precedentemente imburrati e infarinati e procedete come descritto nella ricetta precedente. Di solito, nei normali forni domestici, due stampi del diametro di 20 cm ciascuno riescono a stare sullo stesso livello: quindi potete farli cuocere contemporaneamente, con la stessa distribuzione di calore. Se non fosse cosi, e' meglio fare due cotture separate: intanto sono brevi e il lievito e' poco. 

per le glasse

Glassa a specchio di Elisa Baker
(l'ho usata per la torta ad un piano ed e' quella che vedete in foto)

Si dovrebbe fare al microonde, ma io ho sciolto tutto a bagnomaria

90 g di cioccolato fondente di ottima qualita'
30 g di burro
2 cucchiai di glucosio

Fate sciogliere tutto per bene a bagnomaria, poi mescolate per amalgamare tutti gli ingredienti fra di loro. 

2 cucchiai di acqua calda

Aggiungete due cucchiai di acqua calda, incorporandoli alla glassa sempre mescolando. 

Mettete un foglio di carta da forno sul piano di lavoro e disponetevi sopra la griglia con la torta. 
Fate colare la glassa, lentamente, solo al centro della torta: vedrete che, poco alla volta, si allarghera' a coprirla tutta, in una distesa liscia, senza bisogno di spatolature. Solo alla fine, rifinite i bordi con una spatola. Potete raccogliere la glassa che e' colata sulla carta forno e farla di nuovo colare sulla torta- oppure metterla da parte per altre preparazioni, oppure mangiarvela col dito. Fate voi. 

Ganache alla panna acida (Nigella Lawson)

175 g di cioccolato fondente
75 g di burro

Fateli sciogliere a bagnomaria. Mescolate bene. 
Poi aggiungete, in questo ordine

1 cucchiaio di corn syrup ( il miele è perfetto come sostituto- o il golden syrup, se lo avete)
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
125 g di panna acida

Mescolate bene, sempre sul fuoco, a calore molto moderato. Gli ingredienti devono sciogliersi in una massa omogena. 
In ultimo, incorporate

300 g di zucchero a velo 

Togliete la glassa dal fuoco e montatela con le fruste elettriche fino a completo raffreddamento. Dovrete ottenere un composto molto spumoso. 

Spalmatene 1/3 sulla superficie di una torta, sovrapponete la seconda e coprite tutto quanto con il resto della glassa, spatolandola bene anche sui lati. 

Tenete in frigo fino a mezz'ora prima di servire. 


lunedì 30 maggio 2016

MA CHE BOUNTA'! BOUNTY CHEESE CAKE per l'MTChallenge


di Carola Gennaro

Due premesse soltanto, prima di cominciare con la ricetta
 
1) Fabio e Annalu, vi odio.
In una settimana di lezioni, prove e concerti, l'unica serata libera l'avrei passata a dormire e a mangiar sano.
Anzi, a dirla tutta, me l'ero scordata di dover fare questa torta che, perdonate la sincerità, manco mi piace.
Eppure, chissà come mai, ho passato millemila viaggi Genova-Pavia a pensare a che tipo di cheesecake fare. 
Due giga di internet passati su Pinterest a cercare idee, sempre più confusa. 
Dolce o salata? 
Cotta o cruda? 
Alla fine ho deciso che va beh, quasi quasi potevo provare a fare qualcosina anche io... giusto perché ve l'avevo detto, eh.
E se alle otto di domenica sera, dopo una settimana infernale, dopo due ore di Paganini, mi metto a cucinare col sorriso, forse significa che un po' di bene ve lo voglio :)
E che la cheesecake proprio schifo non mi fa

2) Non sono fissata col cocco, assolutamente.

MA CHE BOUNTA'
BOUNTY CHEESE CAKE


per uno stampo a cerniera del diametro di 13 cm 
 per la base
120 g di Digestive
75 g di burro fuso
2 cucchiaini di rum bianco

Tritate finemente i Digestive, aggiungete il burro e il rum e amalgamate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Stendetelo nello stampo precedentemente imburrato, in uno strato uniforme e mettete in frigo per circa mezz'ora. 
nota: la quantita' di rum e' indicativa, perche' potete aggiungerne ancora un po' o metterne un po' meno, a seconda del vostro gusto personale. Attenzione a non eccedere, senno' diventa troppo liquida. Nel caso rimediate aggiungendo altri biscotti.

per la crema

200 g di Philadelphia
3 cucchiai di yogurt bianco greco
1 cucchiaio di panna acida*
80 g di farina di cocco
1 uovo
1 cucchiaino di vaniglia liquida
1 cucchiaino di rum bianco 

Mentre la base di Digestive riposa in frigo, dedicatevi al ripieno
Montate con le fruste elettriche il Philadelphia, lo yogurt, la panna acida, la farina di cocco e l'uovo, fino ad avere un composto bene amalgamato.  
Aggiungete gli aromi che piu' vi piacciono 
(nota della madre: se mi ci mette lo zenzero la anniento) 
Io ho messo vaniglia e una puntina di rum
(nota della madre: per stavolta, l'ha scampata) 
La consistenza deve essere cremosa, ma non eccessivamente spumosa. 

Una volta che la base di biscotti si e' indurita, versatevi sopra la crema e infornate a bagnomaria, forno ventilato, a 160C per mezz'ora. 
(la mia tortina ci ha impegato circa mezz'ora, ma il mio consiglio e' di impostare il timer sui 20 minuti e controllare)
Sfornate e lasciate raffreddare completamente

per la prima copertura
ganache al cioccolato fondente
100 g di cioccolato fondente
50 ml di panna fresca liquida

per la seconda copertura
100 g di cioccolato al latte

Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con la panna:  con le fruste elettriche, sbattetelo fino a farlo quasi raffreddare. Stendetelo sulla torta e fatelo  raffreddare del tutto. 
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato al latte e versatelo sulla torta. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente poi passate in frigorifero fino al momento di servire.

Il motivo della doppia copertura e' semplice: volevo imitare lo spesso strato del Bounty. La scelta dei due tipi di cioccolato e' puramente personale: potete usare lo stesso tipo, due volte. 
Se la servite dopo averla tenuta in frigorifero qualche ora, sara' un successone:  somiglia davvero al Bounty solo che, grazie all'aggiunta del rum, rimane dolce senza mai diventare stucchevole. Mia nonna e il mio amico se la sono divorata

P.S. chi mi conosce sa che a Fabio ed Anna Luisa tengo particolarmente, quindi un p.s. per i saluti volevo aggiungerlo... tanti bacini, mi sono divertita tantissimo!
 
    

lunedì 16 maggio 2016

MASALA CHAI BITTERSWEET CHOCOLATE AND PEAR TART



Ho perso il conto, delle ricette arretrate che ho.
Conto e dosi e tappe del procedimento, perché essendo una che cucina ad minchiam a sentimento da una volta all'altra dimentico quello che faccio. 
E mi dispiace, non sapete quanto: perché ogni tanto qualcosa la azzecco.
Come questa torta, per esempio, che, pur facendo parte dell'ultimissima produzione singaporiana e avendo quindi un biglietto da ultima fila, passa di diritto davanti a tutti. 
Prima che mi dimentichi cosa diamine ci ho messo dentro e come cavolo ho fatto a farla stare insieme.
Piccola precisazione: SENZA QUESTO FONT  cioè senza questi caratteri non scrivo. Mi spiace se qualcuno non riesce a leggere il blog, ma l'unico risultato che ho ottenuto nel tentativo di accontentarvi è che non ho più scritto una riga.
Con buona pace delle mie ricette, dei miei appunti e di quella parte di me che avrebbe anche bisogno di uno spazio tutto suo, dove poter scrivere in santa pace quello che vuole e con il carattere che vuole.
Quindi, o vi rassegnate a leggere da uno schermo che non sia quello del cellulare   o niente.
Con voi resto amica lo stesso. 





Prendete una teglia di muffins che non sono venuti, potrebbe essere l'incipit più adatto. 
Perchè in effetti è così che è andata: ho sfornato i muffins più "gnucchi" del pianeta, assecondando la fase salutista della Nigella allo Starbooks- e sono rimasta con la miscela più profumata del pianeta, che è quella del Masala Chai.
Vale a dire un mix di cardamomo, anice stellato, cannella, pepe nero, chiodi di garofano, semi di finocchio e altre meraviglie che mi faccio macinare al Tekka Market ogni volta che passo di lì (leggasi tutti i giorni visto che ho fatto penare l'agente immobiliare per trovare una casa in stile no-expat e in zona no-expat e quindi abito a tre minuti a piedi da Little India) e che vanno aggiunte al té nero. 
Masala infatti è il nome generico con cui gli Indiani indicano le miscele di spezie (quelle che noi, impropriamente, chiamiamo Curry) e Chai è il termine indiano per indicare il té.
Quindi, quando leggete sui nostri blog "quanto mi piace il té chai" siete di fronte ad una ripetizione, oltretutto priva di senso: è come dire "quanto mi piace il té-té", insomma. 
Il che, sia chiaro, è nel pieno della vostra libertà di espressione.
Esattamente come libere sono le espressioni che si dipingono sul volto dei negozianti indiani, di fronte a simili sparate.
E comunque: il Masala Chai ha il latte. 
Acqua, miscela di té e spezie di cui sopra- e un'aggiunta di latte, per riequilibrare il tutto.
Ma non è il Chai Latte.
Quest'ultimo è una felice trovata Starbuksiana (dello Starbuck's, quello vero), che ha declinato in chiava indiana il nostro loro "caffé- latte" mettendo le spezie (senza il té) in un bel bicchiere di latte caldo. 
Questo l'ho imparato sul campo, dopo essere stata oggetto delle espressione da "che-cavolo-stai-dicendo-willy" di cui sopra. Perché gli Indiani, da Starbuck's non ci vanno. Oppure, se ci vanno, non son così cretini da ordinare il Chai Latte. 
La cretina, semmai, sono io che me lo faccio a colazione tutte le mattine- ma si sa, che il fatto in casa sdogana qualsiasi perversione. E comunque, è  buono da paura. 



E comunque questa torta, dicevamo. 
Avevo la miscela- e mi era stato commissionato dal marito un dolce che celebrasse degnamente l'invito a cena di un ospite sampdoriano. 
Perché le latitudini cambiano- ma gli sfottò restano. 
E se prendi tre goal nel derby, tre "pere" prima o poi te le aspetti.
E quindi, le ho messe nel dolce. 
Pera chiama cioccolato, cioccolato chiama spezie
Il Masala Chai chiamava me- ed ecco il risultato...

per la frolla al cacao
una qualsiasi base di frolla da crostata, che possa reggere bene una cottura interamente in bianco, aromatizzata con cannella. 
Io mi trovo bene con questa
240 g di farina debole
60 g di cacao 
220 g di burro a dadini, freddo di frigorifero (4°C)
1 uovo grande intero
120 g di zucchero semolato, bianco
un cucchiaino di cannella in polvere
mezzo cucchiaino di sale
Setacciate la farina con il sale sulla spianatoia e unite il burro freddo a dadini. Amalgamatelo con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto sabbioso (qui dicono "simile a tanti cornflakes" per indicare la grandezza delle briciole). A questo punto unite tutti gli altri ingredienti (mi raccomando: setacciate il cacao!) e impastate velocemente con il palmo delle mani. Appena l'impasto si sarà compattato, dategli la forma di una palla, avvolgetelo in pellicola trasparente e fate riposare in frigo per una mezz'ora. 
Imburrate e infarinate uno stampo a cerniera del diametro di 24-26 cm e rivestitelo con la frolla al cacao. 
Mettete in freezer, coperto con pellicola, da un minimo di mezz'ora a un massimo di quanto volete. 
Per la cottura in bianco:
1. accendete il forno a 180°C mod. statica
2. rivestite il fondo del guscio di frolla con carta da forno 
3. copritelo con fagioli secchi: mettetene tanti perché il loro scopo è quello di impedire che la frolla si sformi in cottura:il loro peso deve fare da contrasto, insomma. 
4. infornate per 15-18 minuti: poi eliminate carta da forno e fagioli (trattasi di operazione delicatissima, perché la frolla si sbriciola. usate due guanti da forno- e due mani- per maneggiare lo stampo e tenete pronta una gratella vicino al forno. In altre parole, non fate come me che di solito a. uso una mano sola -b. uso il primo strofinaccio che trovo c. balzello per tutta la cucina alla ricerca di un piano d'appoggio stramaledicendo me, le frolle tutte e chi mi ha fatto così cretina)
5. proseguite la cottura per altri 5 minuti. trattandosi di frolla al cacao, non ha senso usare come indicatore di cottura la doratura dell'impasto. Osservate semmai i bordi dello stampo: se la frolla inizia a staccarsi, ci siamo
6. Attenti a non farla cuocere troppo, perché la frolla "croccante" è cosa disdicevole per le orecchie ed il palato. 

Per le pere al rum e cardamomo
3 pere (da voi andrebbero bene le Williams che però sono più grosse... calcolcate all'incirca un tre etti di polpa)
50 g di burro
2 cucchiai di dark brown sugar (zucchero di canna, se non lo trovate, il più scuro che vi riesce di recuperare. NON il Muscovado, però, che è troppo "dark")
un bicchierino di rum
i semi di due bacche di cardamomo
un pizzico di sale

Da preparare mentre cuoce il guscio
Mondate le pere, sbucciatele, eliminate torsolo e picciolo e tagliatele a fette non troppo sottili, il più regolari possibile. 
Sciogliete il burro in padella, fino a farlo diventare quasi nocciola: aggiungete poi lo zucchero e mescolate, a fiamma bassa, per circa un minuto: non dovrebbe caramellare, ma solo sciogliersi un pochino. Aggiungete poi le pere, mescolate bene in modo che lo zucchero le avvolga completamente e sfumate con il rum.
Aggiungete il sale e il cardamomo, mescolate, mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco dolce per pochi minuti: cercate di non perderle d'occhio, perchè lo sciroppo di zucchero deve rapprendersi intorno alle fette, senza caramellare. Appena le pere saranno morbide, scolatele un po' dal liquido di cottura e sistematele in un solo strato sul fondo del guscio, raffreddato. 
Lasciate raffreddare completamente, prima di coprire con la
Masala  Bittersweet Chocolate Ganache
150 g di cioccolato al 70% di cacao
50 g di cioccolato all'80% di cacao
1- 2 cucchiai di zucchero a velo
1 cucchiaino colmo di Masala  (potete prepararlo in casa: il mio ha cardamomo in dosi massicce, seguito poi da anice stellato, cannella, chiodi di garofano, semi di finocchio e zenzero in polvere. Macinateli finissimi, mi raccomando!)
100 ml di panna



Scaldate la panna e portatela quasi ad ebollizione. Spegnete il fuoco, unite il Masala, coprite e lasciate in infusione per 10 minuti. Non c'è bisogno di filtrare, perché la miscela di solito è polverizzata: se non lo fosse, passate al colino.
Sciogliete il cioccolato con lo zucchero a bagno maria. 
Rimettete la panna sul fuoco, sempre senza mai farla bollire e versatela sul cioccolato fuso. Mescolate benissimo con una frusta, fino ad ottenere una crema densa e liscia. Versatela subito sulle pere livellate con una spatola e tenete in frigo fino al momento di servire.
Le foto della fetta arrivano: devo solo aspettare il nanosecondo sospeso fra il momento in cui va via il sole equatoriale e inizia il diluvio. Ma non disperate, che ce la si fa :-)
Eccola qui!  E buon appetito!