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giovedì 16 luglio 2020

OKRA SALAD (insalata con okra fritta e citronette alla senape, miele e limone)





Ovvero, quanto conta l'educazione cattolica in cucina.
Perché ok il fritto, ma dobbiamo bilanciare, se non la dieta, almeno la coscienza.
E così, ecco l'ultimo (per ora) "furto" da Jubilee (ve l'ho già detto, quanto è bello questo libro?) con le modifiche legate a quello che avevo in frigo

Lattuga, cipolla rossa, pomodori, ravanelli, carote- e tutto quello che serve per una bella insalata mista.
Okra fritta
Per la citronette: 3 cucchiai di extravergine, un cucchiaio di succo di limone spremuto di fresco e filtrato, un cucchiaino da caffè di senape, un cucchiaino da tè di miele, sale.

Mondate e tagliate l'okra a pezzetti, come descritto qui- e metteteli a bagno nel latticello. Sigillate con pellicola trasparente e mettete in frigo
Lavate bene tutti gli ortaggi e preparate l'insalata
Versate in un barattolo di vetro perfettamente pulito tutti gli ingredienti della citronette e chiudetelo ermeticamente.
Preparate la panatura per l'okra
Dopodiché, friggete l'okra.

Scolate bene l'okra su carta assorbente, poi disponetela al centro dell'insalata.
Agitate bene il barattolo della citronette (controllate che sia chiuso ermeticamente, prima, non sia mai che condiate la cucina invece che l'insalata), irrorate l'insalata e servite subito.

lunedì 8 giugno 2020

INSALATA MAROCCHINA DI CECI, RISO E SPINACI


Premetto che odio quando si apostrofano i piatti del resto del mondo con aggettivi geografici vaghi, tipo, appunto "marocchino". 
Odio anche chi inizia le sue argomentazioni con "premetto", naturalmente
Quindi, diciamo che stamattina mi odio tutta- e ricominciamo daccapo. 

"Lo sai, vero, che c'è una confezione di "spinaci freschi, italiani e biologici sul fondo del cassetto delle verdure", mi ha detto mio marito, reduce da una immersione nelle profondità dell'elettrodomestico più affollato del nostro pianeta
Ovviamente no, non lo sapevo: anche perché a dover consumare all'istante un prodotto "fresco, biologico e italiano" ci arrivo pure io. 
"Saranno marci", rispondo, facendo mentalmente il conto di quante ere geologiche possano essere trascorse dall'acquisto al disseppellimento. 
"Perfetti" esulta l'altro, esibendo il trofeo. 
E da qui potete farvi un'idea di come "biologico", da noi, significhi solo "dannatamente più caro"



E comunque, ora che li avevamo scoperti, non c'erano più scuse: andavano consumati. 
Serviva solo l'ispirazione, trovata per caso su una rivista marocchina, da cui l'aggettivo della ricetta che non ha una collocazione geografica più precisa, ma che, all'assaggio, ti riporta in uno qualunque dei tanti mercati di quel meraviglioso Marocco che, in mancanza di alternative, cerchiamo di ricreare nei piatti. 
Anche quando la causa prima è riciclare gli spinaci :) 

INSALATA MAROCCHINA DI CECI, RISO BASMATI E SPINACI FRESCHI 
 (da un vecchio numero di Gazelle)

Stando alle indicazioni sulla ricetta, questa andrebbe servita calda. A mio marito è piaciuta così tanto che l'ha mangiata a tutte le temperature (calda, appena servita, tiepida per il bis, fredda per cena) e anche se mi è stato precluso ogni ulteriore assaggio (com'era, la condivisione del connubio?) concordo sul fatto che possa essere servita a tutte le temperature.  
La versione originale (che riporto) prevede cannella e cardamomo che io ho sostituito con ras-el-hanout, perché conosco i gusti di casa nostra.  Noi preferiamo aromi più complessi, meno dolci e più fruttati, per cui quella era la miscela che faceva al caso nostro. 
Altra aggiunta personale che però, secondo noi, è imprescindibile, è la scorza di limone. Anche i limoni sotto sale sarebbero perfetti e se li avessi avuti li avrei aggiunti (a cubetti piccini, come i canditi)


per 4 persone 

per il riso
3 tazze di riso basmati 
3 tazze d'acqua
sale 
Come unità di misura ho usato una cup, di quelle che si usano per le torte. 
Sciacquate il riso sotto l'acqua corrente, poi mettetelo a bagno, per il tempo necessario a far bollire l'acqua. 
Portate l'acqua a bollore, salatela leggermente, versatevi il riso (precedentemente scolato), coprite con un telo pulito e poi con un coperchio e fate cuocere a fuoco basso per 10 minuti. Trascorso questo tempo, controllate la cottura: se il riso è umido ma non c'è più acqua, spegnete il fuoco e lasciatelo riposare per 3-5 minuti, sempre coperto. Altrimenti, fatelo cuocere ancora un po'. 
Una volta cotto, versatelo in una ciotola capiente e sgranatelo con la forchetta. 

per l'insalata
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cipolla rossa, piuttosto grossa
150 g di foglie di spinaci fresche 
2 spicchi d'aglio
350 g di ceci cotti (o una lattina di ceci, ben scolati e sciacquati dall'acqua di conservazione)
2-3 cucchiai di mandorle a lamelle
1 cucchiaino da té di cumino in polvere 
1 cucchiaino da té di cannella*
i semi di 3-4 bacche di cardamomo*, pestati al mortaio
* ho sostituito entrambi con 2 cucchiaini di ras-el-hanout
sale e pepe**
**visto che ho messo il limone, ho usato pepe bianco
la scorza grattugiata di un limone non trattato

Procedimento (da fare mentre cuoce il riso)
Accendete il forno a 180°C. Stendete le mandorle in un unico strato su una teglia e fatele tostare in forno caldo per 2-3 minuti. Mettetele da parte. 
Tagliate la cipolla a dadini e cuocetela per pochi minuti in 1 cucchiaio di olio: salatela ad inizio cottura, mescolate frequentemente e fate in modo che la cipolla cuocia, senza bruciare ma anche senza disfarsi. Serve per un'insalata, quindi deve sentirsi sotto ai denti. La cottura serve per addolcirne il sapore. Aggiungete poi gli spinaci, ben lavati e ben scolati e fateli leggermente appassire sul fuoco, per un minuto al massimo. Versate il tutto in una ciotola e tenete da parte 
Aggiungete 2 cucchiai d'olio alla padella dove avete saltato la cipolla e gli spinaci e fatevi sfregolare i due spicchi d'aglio. Toglieteli prima che bruniscano, a meno che non desideriate un sapore più intenso. (io li lascio, perché il nostro aglio è molto dolce)
Unite i ceci e le spezie e fate insaporire, a fiamma viva, per circa un minuto: dopodiché, unite il riso, in tre tempi, in modo da avere lo spazio sufficiente per amalgamarlo bene ai ceci (io ho usato un wok ma anche se avevo spazio ho trovato intelligente questo suggerimento). Alla fine, unite anche le cipolle e gli spinaci e le mandorle, sempre cuocendo a fiamma media. Dovete lavorare piuttosto velocemente, per evitare che l'olio si aciughi: nulla vi vieta di aggiungerne un po', in cottura (io l'ho aggiunto alla fine, prima di portare in tavola, proprio un filo perché per noi era perfetta cosi). In questa fase, dovreste anche regolare le spezie, finché le cuocete: è anche per questo che ho preferito il ras-el-hanout che regge bene anche senza troppe cotture. Spegnete il fuoco
Aggiungete metà della scorza del limone, mescolate, versate l'insalata in un piatto da portata e servite, calda, con il resto della scorza del limone grattugiata sulla superficie. 

Noi l'abbiamo abbinata ad una zuppetta affumicata di lenticchie rosse e peperoni, ma va benissimo anche da sola, come piatto unico. Veramente una gran bella sorpresa, da fare e rifare. 

giovedì 21 maggio 2020

AVANZI? C'E' POSTO! INSALATA DI PETTO D'ANATRA AL MELOGRANO


Questa ricetta meravigliosa mi era stata suggerita dalla Mapi  (hashtag #tohchestrano) per la rubrica degli Avanzi di Mag-about-food
Da allora, è diventata un must di casa nostra, ogni volta che è richiesta la porca figura.  Funziona sempre, sia che la serviate come antipasto, sia come piatto unico, sia anche come ripieno di un sandwich a tre piani, magari servita con chips di mele. 
D'altronde, l'originale è di Gordon Ramsay (who else?) e anche se qui sono costretta a qualche modifica, la base è talmente perfetta che regge a tutte le variazioni, quali le due che vi metto di seguito. L'originale è qui


INSALATA DI PETTO D'ANATRA AL MELOGRANO
(versione gentile)




Un petto d'anatra affumicato (o un petto d'anatra normale, meglio se piccolo)
Insalata verde mista
Spinaci freschi (se è stagione)
3 cucchiai di gherigli di noci
Una ventina di pomodorini
2 cucchiai di chicchi di melograno

per la vinaigrette
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di melassa di melograno
1 cucchiaino di senape dolce
1 cucchiaino di aceto balsamico 
sale 

Se usate il petto d'anatra affumicato: accendete il forno a 200°C. Avvolgete il petto d’anatra in un foglio di alluminio. appena il forno arriva a temperatura, spegnetetelo. Infornate a forno caldo ma spento il petto d’anatra per 10 minuti.
Se usate quello non affumicato, da cuocere, salatelo e pepatelo, mettetelo in padella (non antiaderente, mi raccomando), quando è ancora FREDDA, dalla parte della pelle. Il grasso si scioglierà un po' alla volta: aspettate 4-5 minuti e quando vedete che il petto si stacca da solo dal fondo, rigiratelo e proseguite la cottura per un minuto circa. Infornatelo a 200°C, rigirandolo di nuovo dal lato della pelle, per 4-5 minuti, nella stessa padella in cui l'avete cotta. NON TAGLIATE il petto da caldo: una volta sfornato, tastatelo con le dita: se risulta morbido e cedevole al tatto, questo significa che l'interno è rosato e la cottura è perfetta. Lasciatelo raffreddare completamente prima di affettarlo. 

A me piace servire l'insalata con il petto d'anatra tiepido, per cui di solito affetto e poi ripasso in padella già calda per un niente, giusto il tempo necessario a intiepidire la carne. Se la preferite fredda, ricordatevi di servirla comunque a temperatura ambiente. 


INSALATA DI PETTO D'ANATRA AL MELOGRANO
(versione rude )



Praticamente come prima, ma con la cipolla rossa al posto dei pomodorini. 
Nulla vi vieta di fare un misto di entrambe, ovviamente: ci sono casi in cui l'indecisione aiuta- e questo, di sicuro, è uno di quelli 

sabato 27 ottobre 2018

QUINOA ALLA MELAGRANA CON CECI CROCCANTI

 


 

 

 Come ci ricorda Melissa Clark nell'introduzione a questa ricetta, la Quinoa non è un grano ma una pianta, parente delle bietole e degli spinaci. Ma siccome assomiglia ad un grano, si comporta come un grano, interagisce con gli altri ingredienti come un grano, ha acquisito di fatto questa identità. 

Di mio aggiungo che la sua fama- vera o presunta che sia- di superfood ne ha aumentato i consumi a dismisura, tanto che oggi la "vera" quinoa è rarissima e si paga a peso d'oro. Diffidate quindi dai prodotti a basso costo e di quelli che non indicano l'origine. Però consumatela: è facilissima da cuocere, molto più leggera dei cereali e anche molto più versatile negli abbinamenti. 
Noi ne facciamo un uso costante, anche se a mio marito non fa proprio impazzire (lui è ancora della scuola della bistecca al sangue :) e, quel che più conta ai fini della sopravvivenza nello Starbook, è che ne ho sempre una scorta in dispensa. 
Assieme ai ceci, agli scalogni e, udite udite, alla melassa di melograno che ormai autoproduco con grande soddisfazione e infilo un po' dappertutto. 
E figuriamoci se non cedevo alla tentazione di questa ricetta. 
La trovate QUI, allo Starbooks

sabato 27 maggio 2017

FATTOUSH LIBANESE PER IL CLUB DEL 27



Son dieci giorni che mangio Fattoush.
Il primo e' stato dieci giorno fa, quando ho deciso di preparare questa insalata per il club del 27. L'ultimo mezz'ora fa, mentre ripulivo il set, infilando il protagonista in una mezza pita.
Adesso son qui con la cipolla rossa che mi tiene ancora compagnia, che guardo queste foto e mi chiedo quand'e' che riusciro' a fare mezzo scatto decente, fra pioggia e cappa di umidita' e luce tremenda dell'Equatore.
Quanto meno, pero', ho fatto una buona insalata :)



Il Fattoush e' una sepcie di panzanella libanese: c'e' la pita, al posto del pane sciapo e la menta al posto del basilico, ma per il resto il concetto quello e'. Esattamente come quel migliaio sono le ricette assolutamente uniche-et-originali che circolano: qui ho imparato a farne uno con la melassa di melograno, mentre questa e' una ricetta piu' basica, ma ugualmente ben connotata, con il Sumac che sposta l'asse del Mediterraneo decisamente verso il Medioriente. Mio marito l'ha mangiata in entrambe le versioni, in silenzio tutte e due le volte (il che significa che rimuginava invano sui possibili difetti) e tanto basti. Se avete in mente una cena in terrazza, con hummus e falafel, aggiungeteci questa e farete tutti felici.



FATTOUSH LIBANESE
di Michela Ghiorzi
dal blog Beteavon.it
da Insalata da Tiffany

2 pomodori maturi
1 cetriolo medio non pelato
un cuore di lattuga romana
15 foglie di prezzemolo
15 foglie di menta
1 pita (si puo' sostituire con due fette di pane pugliese)

per la citronette
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
succo di limone a piacere (da 1/2 a 1 limone)
2 piccoli spicchi di aglio fresco
1 chucchiaino di sumac in polvere piu' qualche pizzico da mettere sull'insalata



Tagliate la pita a strisciolini e tostatela in forno per pochi minuti, sotto il grill badando a che non bruci. Riducetela in pezzetti piu' piccoli. Mondate e lavate tutte le verdure
-tagliate la lattuga a striscioline piuttosto larghe
-tritate grossolanamente prezzemolo e menta
-tagliate a cubetti regolari il pomodoro e il cetriolo.

per la citronette
sbucciate l'aglio e riducetelo in pasta al mortaio, con il sale. Aggiungete tutti gli altri ingredienti ed emulsionate con una frusta. 

Versate l'insalata nell'insalatiera e conditela con meta' della citronette. Unite la pita e il resto del condimento. Mescolate e lasciate riposare 10 minuti prima di servire, spolverando con altro sumac. 



Che cos'e', che cosa facciamo, perche' lo facciamo- e' tutto qui