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lunedì 8 giugno 2020

INSALATA MAROCCHINA DI CECI, RISO E SPINACI


Premetto che odio quando si apostrofano i piatti del resto del mondo con aggettivi geografici vaghi, tipo, appunto "marocchino". 
Odio anche chi inizia le sue argomentazioni con "premetto", naturalmente
Quindi, diciamo che stamattina mi odio tutta- e ricominciamo daccapo. 

"Lo sai, vero, che c'è una confezione di "spinaci freschi, italiani e biologici sul fondo del cassetto delle verdure", mi ha detto mio marito, reduce da una immersione nelle profondità dell'elettrodomestico più affollato del nostro pianeta
Ovviamente no, non lo sapevo: anche perché a dover consumare all'istante un prodotto "fresco, biologico e italiano" ci arrivo pure io. 
"Saranno marci", rispondo, facendo mentalmente il conto di quante ere geologiche possano essere trascorse dall'acquisto al disseppellimento. 
"Perfetti" esulta l'altro, esibendo il trofeo. 
E da qui potete farvi un'idea di come "biologico", da noi, significhi solo "dannatamente più caro"



E comunque, ora che li avevamo scoperti, non c'erano più scuse: andavano consumati. 
Serviva solo l'ispirazione, trovata per caso su una rivista marocchina, da cui l'aggettivo della ricetta che non ha una collocazione geografica più precisa, ma che, all'assaggio, ti riporta in uno qualunque dei tanti mercati di quel meraviglioso Marocco che, in mancanza di alternative, cerchiamo di ricreare nei piatti. 
Anche quando la causa prima è riciclare gli spinaci :) 

INSALATA MAROCCHINA DI CECI, RISO BASMATI E SPINACI FRESCHI 
 (da un vecchio numero di Gazelle)

Stando alle indicazioni sulla ricetta, questa andrebbe servita calda. A mio marito è piaciuta così tanto che l'ha mangiata a tutte le temperature (calda, appena servita, tiepida per il bis, fredda per cena) e anche se mi è stato precluso ogni ulteriore assaggio (com'era, la condivisione del connubio?) concordo sul fatto che possa essere servita a tutte le temperature.  
La versione originale (che riporto) prevede cannella e cardamomo che io ho sostituito con ras-el-hanout, perché conosco i gusti di casa nostra.  Noi preferiamo aromi più complessi, meno dolci e più fruttati, per cui quella era la miscela che faceva al caso nostro. 
Altra aggiunta personale che però, secondo noi, è imprescindibile, è la scorza di limone. Anche i limoni sotto sale sarebbero perfetti e se li avessi avuti li avrei aggiunti (a cubetti piccini, come i canditi)


per 4 persone 

per il riso
3 tazze di riso basmati 
3 tazze d'acqua
sale 
Come unità di misura ho usato una cup, di quelle che si usano per le torte. 
Sciacquate il riso sotto l'acqua corrente, poi mettetelo a bagno, per il tempo necessario a far bollire l'acqua. 
Portate l'acqua a bollore, salatela leggermente, versatevi il riso (precedentemente scolato), coprite con un telo pulito e poi con un coperchio e fate cuocere a fuoco basso per 10 minuti. Trascorso questo tempo, controllate la cottura: se il riso è umido ma non c'è più acqua, spegnete il fuoco e lasciatelo riposare per 3-5 minuti, sempre coperto. Altrimenti, fatelo cuocere ancora un po'. 
Una volta cotto, versatelo in una ciotola capiente e sgranatelo con la forchetta. 

per l'insalata
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cipolla rossa, piuttosto grossa
150 g di foglie di spinaci fresche 
2 spicchi d'aglio
350 g di ceci cotti (o una lattina di ceci, ben scolati e sciacquati dall'acqua di conservazione)
2-3 cucchiai di mandorle a lamelle
1 cucchiaino da té di cumino in polvere 
1 cucchiaino da té di cannella*
i semi di 3-4 bacche di cardamomo*, pestati al mortaio
* ho sostituito entrambi con 2 cucchiaini di ras-el-hanout
sale e pepe**
**visto che ho messo il limone, ho usato pepe bianco
la scorza grattugiata di un limone non trattato

Procedimento (da fare mentre cuoce il riso)
Accendete il forno a 180°C. Stendete le mandorle in un unico strato su una teglia e fatele tostare in forno caldo per 2-3 minuti. Mettetele da parte. 
Tagliate la cipolla a dadini e cuocetela per pochi minuti in 1 cucchiaio di olio: salatela ad inizio cottura, mescolate frequentemente e fate in modo che la cipolla cuocia, senza bruciare ma anche senza disfarsi. Serve per un'insalata, quindi deve sentirsi sotto ai denti. La cottura serve per addolcirne il sapore. Aggiungete poi gli spinaci, ben lavati e ben scolati e fateli leggermente appassire sul fuoco, per un minuto al massimo. Versate il tutto in una ciotola e tenete da parte 
Aggiungete 2 cucchiai d'olio alla padella dove avete saltato la cipolla e gli spinaci e fatevi sfregolare i due spicchi d'aglio. Toglieteli prima che bruniscano, a meno che non desideriate un sapore più intenso. (io li lascio, perché il nostro aglio è molto dolce)
Unite i ceci e le spezie e fate insaporire, a fiamma viva, per circa un minuto: dopodiché, unite il riso, in tre tempi, in modo da avere lo spazio sufficiente per amalgamarlo bene ai ceci (io ho usato un wok ma anche se avevo spazio ho trovato intelligente questo suggerimento). Alla fine, unite anche le cipolle e gli spinaci e le mandorle, sempre cuocendo a fiamma media. Dovete lavorare piuttosto velocemente, per evitare che l'olio si aciughi: nulla vi vieta di aggiungerne un po', in cottura (io l'ho aggiunto alla fine, prima di portare in tavola, proprio un filo perché per noi era perfetta cosi). In questa fase, dovreste anche regolare le spezie, finché le cuocete: è anche per questo che ho preferito il ras-el-hanout che regge bene anche senza troppe cotture. Spegnete il fuoco
Aggiungete metà della scorza del limone, mescolate, versate l'insalata in un piatto da portata e servite, calda, con il resto della scorza del limone grattugiata sulla superficie. 

Noi l'abbiamo abbinata ad una zuppetta affumicata di lenticchie rosse e peperoni, ma va benissimo anche da sola, come piatto unico. Veramente una gran bella sorpresa, da fare e rifare. 

sabato 16 maggio 2020

HUMMUS CON MELASSA DI MELOGRANO



Sarà l'ora tarda, ma mi sono appena consumata un neurone a leggere il lemma dell'Accademia della Crusca sul nome corretto di questo frutto. Se non ho capito male, alla fine, va bene tutto: "melograno" è più frequente, "melagrana" è più recente ma sono entrambi accettati, con buona pace di femministi, sessisti e soprattutto della sottoscritta che, a due giorni dal proclama della ripresa del blog, ha già l'ansia di scrivere qualcosa di sbagliato. 
A cominciare dalla ricetta che non ha niente di ortodosso: ma una delle cose belle del vivere all'estero è l'apertura alle sperimentazioni culinarie. Si parte col dover fare di necessità virtù, si finisce col diventare virtuosi nella misura in cui non ci si fossilizza sulla tradizione. Poi, di sicuro, ciascuna nelle relative lingue, tirerà giù i propri idoli dagli altarini (io ho sant'Alfredo, per esempio, che invoco ogni volta che mi tocca mangiare improponibili piatti di pasta scotta, appiccicata da una salsa al formaggio): ma nel mentre si scoprono sapori nuovi, ingredienti insoliti, abbinamenti sconosciuti. 
E vi assicuro che aiuta, ad ingrassare- ma anche a vivere meglio

HUMMUS DI MELASSA DI MELOGRANO

Versione veloce
1 confezione di ceci in scatola con la loro acqua di conservazione
1 spicchio d'aglio sbucciato
il succo di mezzo limone (filtrato)
2 cucchiai colmi di tahini 
2 cucchiai di melassa di melograno
50 ml di olio extravergine d'oliva
sale 
chicchi di melograno per decorare

Scolate i ceci, tenendo da parte tutta l'acqua di conservazione. Frullate tutti gli ingredienti tranne l'olio, aggiungendo qualche cucchiaio di liquido, per rendere la salsa cremosa. Siccome la melassa tende a "stringere", è probabile che vi serva più liquido del solito: comunemente me la cavo con 3-4 cucchiai da tavola, stavolta ce ne sono voluti di più. 
L'olio va aggiunto alla fine, metà alla salsa e metà sopra, dopo che l'avete disposta nel piatto da portata e avete creato dei solchi concentrici con la forchetta: l'olio andrà a depositarsi lì. 

Versione lunga
La versione lunga parte dai ceci secchi (100-120 g) che vanno messi in una casseruola, coperti con acqua fredda e fatti cuocere fino al bollore. Dopodiché, contate 60 secondi, poi li scolate e li mettete a bagno in acqua fredda, con un cucchiaino di bicarbonato, per tutta la notte. Il giorno dopo li sciacquate bene e li lessate, in un'ampia casseruola, coperti con acqua fredda. Devono cuocere fino a quando saranno teneri, da un'ora a due ore (dipende dalla qualità dei ceci)


Ovviamente, l'hummus preparato a partire dai ceci crudi è più buono: ma, in tutta sincerità, io ho sempre una scorta di ceci in scatola in dispensa e visto che raramente cuocio i ceci solo per questo, son più le volte che uso quelli precotti. Il trucco (arcinoto) è quello di privarli della pellicina esterna, che è quella che rende l'hummus granuloso, per quanto lo frulliate. Viene via da sola e si fa prima a farlo che a dirlo. 
La cosa che ho imparato qui, invece, riguarda l'olio: le mie amiche (turche, libanesi, giordane, indiane) lo usano solo come condimento, alla fine. 
La melassa di melograno è una gioia per il palato e per gli occhi e per la mente: si trova in tutti i negozi etnici e quando la trovate fatene scorta, perché dura. Si può preparare in casa, anche in versione espressa, con la polvere del mango: ma visto che è un trucco appreso giusto stamattina, aspetto di riuscire a procurarmi l'ingrediente per poter capire come funziona. 
E poi, ovviamente, torno qui. 
Buon appetito
Alessandra



sabato 27 ottobre 2018

QUINOA ALLA MELAGRANA CON CECI CROCCANTI

 


 

 

 Come ci ricorda Melissa Clark nell'introduzione a questa ricetta, la Quinoa non è un grano ma una pianta, parente delle bietole e degli spinaci. Ma siccome assomiglia ad un grano, si comporta come un grano, interagisce con gli altri ingredienti come un grano, ha acquisito di fatto questa identità. 

Di mio aggiungo che la sua fama- vera o presunta che sia- di superfood ne ha aumentato i consumi a dismisura, tanto che oggi la "vera" quinoa è rarissima e si paga a peso d'oro. Diffidate quindi dai prodotti a basso costo e di quelli che non indicano l'origine. Però consumatela: è facilissima da cuocere, molto più leggera dei cereali e anche molto più versatile negli abbinamenti. 
Noi ne facciamo un uso costante, anche se a mio marito non fa proprio impazzire (lui è ancora della scuola della bistecca al sangue :) e, quel che più conta ai fini della sopravvivenza nello Starbook, è che ne ho sempre una scorta in dispensa. 
Assieme ai ceci, agli scalogni e, udite udite, alla melassa di melograno che ormai autoproduco con grande soddisfazione e infilo un po' dappertutto. 
E figuriamoci se non cedevo alla tentazione di questa ricetta. 
La trovate QUI, allo Starbooks