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giovedì 25 febbraio 2010

cheese cake al cioccolato e lamponi

cheesecake cioccolato lamponi

Bollettino medico di giovedì 25 febbraio, ore 08.30. La paziente sclera. Ormai vivo in infradito rosa, stile Madama Butterfly al bagno, ma il fil di fumo che si leva proviene dal cotechino con cui termina la mia gamba sinistra, a mollo da un quarto d'ora senza che stia succedendo niente. Mi prendo ancora 24 ore, poi dichiaro la resa e vado al Pronto Soccorso. Se per frattura del dito o ustione del piede ancora non si sa, ma è certo che ci andrò.
Spero solo di non incontrarci mio padre, come è successo qualche anno fa, quando ci siamo ritrovati lì, io per un dito, lui per un polso, l'uno all'insaputa dell'altro. Io mi ero fatta cadere la serracinesca della porta di un negozio giusto a metà del dito medio (particolare superfluo: c'era una probabilità su 5, ma, tanto per cambiare, è toccata a me) ma, naturalmente, ero andata a lavorare, specializzandomi questa volta in guida con una mano sola e cambio col polso. Solo che non avevo fatto i conti con gli alunni che confermarono anche in quell'occasione, il sincero attaccamento per la loro professoressa, in un crescendo di dolore ce andava dall'"uuuhhhh prof che schifo, è tutto gonfio!" al " ad un mio amico glielo hanno dovuto tagliare", fino all'apice della loro preoccupazione: " prof, vada a casa, che non può mica reggerle, due ore con noi , in quelle condizioni!". Quando ho detto che allora, sì, se insistevano così tanto, sarei corsa subito a farmi visitare, ho capito di averli fatti davvero felici. c'era addirittura chis altava sulla sedia e quando passai ad avvisare la classe successiva che niente saggio, la professoressa va dal medico, ci fu nientemeno che un boato.
E così, col cuore gonfio di commozione, me ne sono andata a San Martino. E mentre ero lì che aspettavo il mio turno, vedo spuntare dal fondo del corridoio mio papà.

cheesecake cioccolato lamponi

Ora, io so di essere persona amabile. E so anche di essere persona dal buon carattere, paziente e remissiva, con la sola colpa di essere finita in una società che non ha i mezzi per riconoscere così tante virtù, e per giunta concentrate tutte in una sola persona. Ma che, nel giro di sì poche ore, mi fosse toccato in sorte di toccare con mano da quanto amore fossi circondata, questo no, non lo avrei mai immaginato. Prima gli alunni, e ora mio papà. Il quale, per altro, doveva essere stato mosso dal sesto senso paterno, visto che avevo preferito affrontare questa dura prova da sola, senza avvisare nessuno- e lui meno che mai. E così, gli sono andata incontro col dito teso, abbracciandolo e baciandolo ed esprimendogli tutta la mia gratitudine per essere venuto a sostenermi nel momento del bisogno.
Avete presente quando uno si trova suo malgrado nel bel mezzo di una situazione in cui non sa dire come diavolo ci sia finito dentro e non si raccapezza più? Ecco, moltiplicatela per mille e quella era l'espressione di mio padre, quando mi ha visto al Pronto Soccorso. E, anzichè rispondere ai miei slanci, dicendomi che sì, era corso subito al mio capezzale, mi ha guardato con aria interrogativa e mi ha detto: "belin, ma cosa ci fai tu qui?"
Per farla breve, aveva combinato qualcosa con la barca ( qualsiasi cosa succeda a mio padre, c'è di mezzo la barca) e quindi era venuto a farsi controllare il polso.
La fatica più grande l'abbiamo fatta con i medici, quando abbiamo dovuto convincerli che eravamo lì per caso e no, non avevamo avuto nessun incidente insieme, e no, non stavamo nascondendo niente all'assicurazione e sì, c'erano testimoni, sia da una parte che dall'altra, che avevano assistito ai fatti. Il tutto, ovviamente, senza ridere....


CHEESECALE AL CIOCCOLATO E AI LAMPONI


cheesecake cioccolato lamponi

Premessa: rispetto alle dosi tradizionali di colla di pesce, io ne uso molto meno. Evito l'effetto mappazza, la cheesecake si scioglie in bocca e mantiene una morbidezza eccellente. L'unica controindicazione è che, nelle preparazioni bicolori, la fetta resta un po' troppo traballante: il che non danneggia il palato e neppure la vista, ma la foto sì, perchè non regge spostamenti e tempi di posa. Quindi, fate voi: o salvate l'aspetto, aggiungendo più gelatina, o salvate il gusto

stampo a cerniera 20-22 cm di diametro

120 g di wafer al cioccolato
60 g di burro fuso

250 g di philadelphia
250 ml di panna
100 g di cioccolato fondente
200 g di zucchero
14 g. di colla di pesce (potete aumentare fino a 18)
100 g di lamponi

ungere bene lo stampo a cerniera e foderare il fondo con carta da forno. Far sciogliere il burro, polverizzare i biscotti col mixer, mischiarli al burro fuso e rivestire il fondo e i bordi *della tortiera con questo composto, livellando bene.
* Fino a metà del bordo, non tutto
Mettere in frigo per mezz'ora
Nel frattempo, ammollare metà della gelatina in acqua fredda e far sciogliere il cioccolato a bagno maria
Montare con le fruste il formaggio con lo zucchero e dividere il composto in due; in uno, aggingere il cioccolato fuso, mescolando bene.
Scaldare poca panna in un pentolino e, quando è quasi al punto di evollizione, toglierla dal fuoco e sciogliervi metà della dose di colla di pesce, mescolando con un cucchiaio di legno fino a che non si sentono più filamenti o grumi. A questo punto, versare un cucchiaio del composto di formaggio e cioccolato nel pentolino e incorporatelo alla panna liquida; quando è beme amalgamato, precedete con un altro cucchiaio e con un altro ancora, per scongiurare lo choc termico. A quel punto, potete riunire i due composti. Montate metà della panna e incorporatela al composto di cioccolato. Versatelo nello stampo a cerniera, all'altezza del bordo di biscotti, e livellate bene. Mettete in frigo per circa un'ora.
Dopodichè, fate lo stesso con il composto bianco: versatelo nella tortiera sopra lo strato di cioccolato e immergetevi i lamponi, tenendone da parte qualcuno per la decorazione. Devono proprio finire dentro lo strato bianco Far riposare in frigo per almeno tre ore e comunque fino al momento di servire.
Decorate con lamponi e/o scaglie di cioccolato o zucchero a velo o foglioline di menta
Buon Appetito
Alessandra



venerdì 19 febbraio 2010

Cake al miele, limone e timo limone

cake miele timo limone

Post serissimo, sul galateo dei food blog, di cui alla maggior parte di voi non importerà un bel niente. Saltate alla ricetta, che invece merita- e da stasera torno a cose più amene. Giurin giuretto

Nelle scorse vacanze, quando finalmente avevo un po' più di tempo da dedicare al blog, ho curiosato per un po' di siti e mi sono annotata una serie di ricette che mi piacevano e che mi sembravano alla mia portata. Ai primi posti della to do list c'era questo cake, che avevo trovato su questo sito e che, nella versione originale, fondeva insieme timo, limone e miele
Siccome, però, è dai tempi della rillette allo sgombro che sono diventata una timo-limone addicted, senza neanche pensarci due volte ho fatto questa sostituzione, certa che l'impasto ne avrebbe guadagnato, come in effetti è successo.

cake miele timo limone


L'altro ieri, dovevo preparare un centinaio di sablè salati e avevo bisogno di una ricetta collaudata, con una base sufficientemente neutra da permettermi di variare a mio piacere, per poter offrire tre tipi di biscotti, a partire dallo stesso impasto. Non trovando nulla fra i sacri testi e gli ancor più sacri quadernetti, ho chiesto a mia figlia, che tanto per cambiare era su FB, di fare una ricerca in internet. Anzi, già che c'ero, ho pensato di restringere il campo all'idea che mi era venuta, suggerendole di cercare "biscotti al limone e al timo".
Sono uscite fuori schermate intere di ricette, che mia figlia mi leggeva in stile litania da dietro lo schermo del pc, mentre io pesavo il burro e la farina e scartavo via via tutti i siti di riferimento. Se non che, ad un certo punto, la creatura si illumina e mi dice che lì in mezzo c'è un blog che finalmente "ha un bel nome da giovane, mai che a te possa venire un'idea del genere". Sbircio alle sue spalle e vedo che la causa dell'entusiasmo di mia figlia (blando e fugace, sia chiaro: i blog di cucina sono per lei fonte di assoluto disinteresse- se non di pura vergogna quando si tratta di quello di sua madre), dicevo, vedo che la causa di cotale entusiasmo è Lo Spilucchino di Virginia. Che - apriti cielo- ha pubblicato un cake al miele, al limone e, udite udite, al timo limone, praticamente uguale al mio.

Va da sè che, dopo un attimo di sorpresa, abbia risolto la faccenda pensando di linkare entrambi i blog come per altro è d'uso, fra i food blogger. E però, a bocce ferme, infornati i sablè mi son sorpresa a pensare a che cosa sarebbe potuto succedere se non avessi avuto bisogno della ricetta dei biscotti. Al di là del contesto specifico della vicenda (con Virginia siamo amiche e più che una risata non ci saremo fatte), mi son chiesta quante volte può essere capitato- e potrà capitare- che, in assoluta buona fede, si replichi una ricetta di un altro blog o di un altro sito, ovviamente senza citarne l'autore. La riflessione si è interrotta qui, perché, sinceramente, oltre non poteva andare. Però, mi ha comunque aperto uno scenario a cui, fino ad oggi, non avevo mai pensato e che, per certi aspetti mi mette anche un po' a disagio, visto che questo spazio nasce dal puro divertimento e lì finisce e vogliamo che finisca.
Per cui, per farla breve: visto che fino alle prossime vacanze di Pasqua non avrò tempo di farmi un giro su altri blog e pertanto vado avanti con quello che ho nell'agenda, se mai dovessi riprodurre ricette già apparse altrove, fatemi il favore di dirmelo, che così vi linko, vi ringrazio e non ci penso più- almeno fino al prossimo doppione

CAKE AL MIELE LIMONE E TIMO LIMONE

cake miele e timo limone


3 uova
50 g di zucchero
120 g di miele
250 g di farina
1/2 sacchetto di lievito
1/2 cucchiaino di bicarbonato ( non l'ho messo: una bustina di lievito intera, e via)
60 g di burro fuso
2 limoni ( uno dei quali verde)
2 cucchiaini di semi di papavero ( ne ho messi 2 cucchiai, a noi piacciono da matti)
1 pizzico di timo fresco (nel mio caso, timo limone)
Montare le uova con lo zucchero e il miele e, quando il composto è piuttosto spumoso ( più di tanto, non lo è, perché lo zucchero è poco e col miele non gonfia), aggiungete la farina setacciata insie,e al lievito. Mescolare bene e aggiungere il burro fuso, la scorza grattugiata di un limone e il succo di due, i semi di papavero e il timo
Versare il composto in uno stampo da plum cake unto di burro e mettere in forno a 180° per 50 minuti, se usate uno stamo grosso, per 20- 25' per 6 stampi piccoli
Lasciar raffreddare bene prima di sformare. Ovviamente perfetto per ogni ora del giorno e della notte, sublime per l'ora del tè
Buon Appetito
Alessandra

lunedì 18 gennaio 2010

Lemon &poppy seed cake

di Alessandra

lemon poppy seed cake


Non cominciamo col dire che di questa torta non se ne può più, perché qui c'è un'altra versione, del tutto- o quasi- nuova, almeno da questa parte dell'Oceano: in più, è infinitamente più originale, più buona e con un impasto più adatto a far risaltare il propfumo del limone e il sapore dei semi di papavero.
Anche perché, se vi volete lamentare, di ragioni ne avrete parecchie: basta leggere la lista degli ingredienti...

lemon poppy seed cake


LEMON POPPY SEED CAKE

8 tuorli grossi (pure...)
1 uovo intero, grosso (avevate dei dubbi???)
150 g di zucchero semolato
60 g di farina 00
60 g di fecola
zeste di 2 limoni
250 g di burro
60 g di semi di papavero

Qui è l'originale: ora vi metto le mie modifiche, ma non fatevi troppe illusioni

6 tuorli- 1 uovo. 200 g di burro e mezza bustina di lievito, per rintuzzare il timore che, riducendo le uova, non gonfiasse.

lemon poppy seed cake

La logica è quella del Pan di Spagna, con la piccola differenza- davvero minima- che riguarda l'aggiunta del burro: però, a ben pensare, cosa sono 200 g di fronte al resto di tutto il vostro peso????- Quindi, si parte da qui:

1. mettemte i tuorli, l'uovo intero e lo zucchero in una planetaria e montate il composto fino a quando non sentirete più i granelli sotto le fruste. Questa operazione di può fare anche con le fruste elettrice, a patto di usare un recipiente molto grande dove montare le uova: ci vogliono 10 minuti in planetaria, partendo dalla velocità più bassa e aumentando poco per volta, per incorporare più aria possibile

2. aggiungete le zeste di limone, continuando a montare

3. interrompete l'operazione e aggiungete le due farine, setacciate ( e il lievito, nel mio caso): incorporatele con una spatola, facendo attenzione a non smontare il composto

4. dopodiché, aggiungete il burro morbido e montate a velocità media. Infine i semi di papavero. Infornate a 180 gradi, meglio se in una tortiera di 20 cm di diametro, per una quarantina di minuti, con prova stecchino

Vi dico subito che il punto 4 è stato quello che mi ha fatto benedire l'aggiunta del lievito perché, come temevo, con l'aggiunta del burro il composto si è smontato e per quanto abbia cercato di recuperare, non h più mantenuto la stessa sofficità di prima. Resta comunque un impasto moto arioso e difatti i risultati sono quelli di una torta sofficissima ed eccezionalmente buona

lemon poppy seed cake

Ne parlo con grande serenità, perché, tolta la prima fetta, è stata immediatamente girata ad amici che, ignari di ciò, ci si devono essere strafogati come dei maiali, creatura compresa che pare se ne sia fatta fuori 4 fette, d'amblè.

E adesso che l'ho detto, mi sento infinitamente più leggera....

P.S. comunque sia, non per fare da sponsor a questa torta, ma è la prossima che rifarò: lasciatemi smaltire le scorte di albumi, e poi ricomincio.

Buon Appetito
Alessandra

P.S. non è che mi sia dimenticata di Bill Bryson: è che m mancano ancora trenta pagine alla fine. Lo so che intanto finiscono tutti nello stesso modo, con lui che torna a casa dalla moglie e dai figli, ma un lieto fine ogni tanto, me lo farete godere, o no????
riciao
ale

English Version


domenica 17 gennaio 2010

Panna cotta alla violetta con gelatina all' Earl gray- e facciamo due chiacchiere???



Più che due chiacchiere, un mea culpa, perché non parlo più di libri da un sacco di tempo e questo, sostanzialmente per due motivi
1. se non scrivo la rece appena finito il libro, col cavolo che riesco a farlo dopo
2. più mi piacciono "i piaceri", più li pospongo ai doveri (ve l'ho detto, no, che sono cattolica...)- e fra tutte, leggere è la cosa che continua a piacermi di più
Però, siccome le mail piene di mazzuolate aumentano, prima che dal virtuale et privato si passi al reale et pubblico, bisogna metterci rimedio.
E così, mi è venuta questa ideona.
Io vi scrivo qui sopra i libri che acquisto, a mano a mano che li compro (e intanto me li archivio) e mi impegno solennemente a scrivere almeno due righe a mano a mano che finisco di leggerli. Leggo di continuo, leggo "disimpegnato", leggo veloce, quindi di solito smaltisco tutto in tempi brevi.
Voi, invece, mi tenente d'occhio e mi "mazzuolate" in modo mirato. In pratica, la smettete di lamentarvi in maniera vaga, che alla lunga mi diventate pure noiosi, e prendete bene la mira, calendario alla mano. Il che significa che al posto dei sensi di colpa, mi farete venire l'ansia: ma mentre nel primo caso, mi deprimo, non combino un tubo e mi ingozzo come un maiale, nel secondo, macino a mille e qualche volta neppure mangio....
... sta' a vedere che alla fine dovrò pure ringraziarvi...:-)


Elenco libri comprati a gennaio

Fred Vargas Scorre la Senna
Patrick Dennis Zia Mame
Elmore Leonard Su nella stanza di Honey
Hakan Nesser La rete a maglie larghe
Sjowall- Wallhoo: Roseanna
Sjowall- Wallhoo: L'uomo che andò in fumo
Sjowall- Wallhoo: l'Uomo al balcone
Sophie Kinsella: La ragazza fantasma (questo è nello zaino della creatura- e mi aggrappo al tenue filo di speranza che lo voglia leggere sull'autobus- E NON ALTROVE...)

In lettura

Bill Bryson: Una passeggiata nei boschi, prontamente interrotto per
Fred Vargas: Scorre la Senna

Non ditemi che sono quasi tutti gialli o noir, perché lo so già da sola...


PANNA COTTA ALLA VIOLETTA CON SALSA ALL'EARL GREY


panna cotta alla violetta

Prima che lo sappiate da qualcun altro, questa panna cotta è stata servita in occasione del compleanno del marito, poco prima di Natale, in mezo ad un tripudio di gente e a una trentina di mani tese verso il vassoio. More solito, il primo assaggio è stato del festeggiato che, dopo aver accuratamente pulito il bicchierino, ha chiesto soavemente se quella panna cotta fosse al gusto di calzino. Sporco, per giunta.
A questo punto, siete liberi di chiedervi
1. come mai , su trenta bicchierini, me ne sono avanzati 29
2. come mai mio marito conosce il sapore del calzino sporco
3. come mai l'ho sposato

Io, intanto, vi passo la ricetta ( che, sia chiaro, è la fine del mondo...)

panna cotta alla violetta



Ingredienti per uno stampo da litro ( circa 15 bicchierini)
1 litro di panna cotta
3 hg di caramelle alla violetta
10 g di colla di pesce ( per i bicchierini potete anche abbassare a 8, per lo stampo intero meglio 12)

per la gelatina all'earl gray
150 ml di earl grey tea (anche un po' di più)
1 g di colla di pesce (mezzo foglio piccolo- 1 foglio per lo stampo intero)
2 cucchiaini di zucchero


panna cotta alla violetta...

ammollare la colla di pesce in acqua fredda.
Scaldare la panna e sciogliervi dentro le caramelle alla violetta, polverizzate nel mixer, cercando di non portare il liquido a bollore. quando le caramelle si saranno del tutto sciolte, aggiungete la colla di pesce ben strizzata e fatela sciogliere, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Filtrate, versate nei bicchierini e lasciate intiepidire, dopodiché mettete in frigo, per circa 6 ore.
Quando la panna cotta è rassodata, preparate la gelatina all'earl gray. Portate quasi a bollore 150 ml di acqua e mettete in infusione per un minuto mezzo cucchiaino scarso di earl grey. zuccherate a piacere (non troppo perché la panna cotta è già molto dolce) e scioglietevi la gelatina, precedentemente ammollata e strizzata. Filtrate, lasciate intiepidire e versate sulle panne cotte, come nella foto. Lasciate in frigo per almeno due ore.
Se usate uno stampo intero, dovete invertire i passaggi: prima fate la gelatina e poi la panna cotta. Ricordate di aumentare la dose di colla di pesce perché, oltre ad essere una quantità notevolemente maggiore, la panna cotta viene sformata su un piatto e deve quindi "reggersi" da sola, a differenza di quella che è nei bicchierini. Fate attenzione a non eccedere, però, se non volete un effetto mappazza, che non piace a nessuno.
E' possibile che le caramelle, una volta frullate, si attacchino alle pareti del frullatore, specie sequeste ultime non sono completamente asciutte. Armatevi di un cucchiaio e di tanta paienza e cercate di staccarne il più possibile.
E' un dolce, raffinato, insolito, delicato, perfetto per chiudere una cena elegante o in un buffet di dolci
Buon Appetito
alessandra






















English Version



PANNA COTTA WITH VIOLET AND EARL GREY GELATINE


panna cotta alla violetta



Before you know it by someone else, this panna cotta was served for the birthday of my husband, shortly before Christmas, to about 30 guests, and about thirty hands held out the tray. As his own, the first taste up to my husband who, after carefully cleaning the glass, gently asked if that was panna cotta with flavored sock. Dirty, in addition
At this point, feel free to ask
1. Why 29 out of 30 little panna cotta were left over
2. how cold my husband tell the taste of dirty sock
3. how could I married him

In the mean time, I hand you the recipe (which, mind you, it' fantastic)

panna cotta alla violetta

Ingredients for 1 liter mold (about 15 little panna cotta)
1 liter of cream
3 hg violet sweets
10 g of gelatine (for the glasses can also decrease gelatine down to 8 g. , for the large mold 12 g. is best)

for the Earl Gray gelatine
150 ml of Earl Gray tea (also a little 'more)
1 g of gelatine ( half-sheet or 1 sheet for the large mold)
2 teaspoons sugar


panna cotta alla violetta
Soak gelatine in cold water.
Heat the cream and dissolve inside the violet sweets, pulverized in a blender, taking care not to bring the liquid to a boil. When the candy will be completely dissolved, add the gelatine well squeezed and let it melt, stirring well with a wooden spoon. Filtered, pour into glasses and let cool, then place in refrigerator for about 6 hours.
When the panna cotta is firm, prepare the Earl Gray gelatine. Bring 150 ml of water
almost to boil and infuse 1/2 teaspoon of Earl Gray tea. Sweeten to taste (not too much because the panna cotta is already very sweet) and melt gelatine, previously soaked and squeezed. Filtered out, let cool and pour over the panna cotta, as in the picture. Leave in refrigerator for at least two hours.
If using a large mold , you must reverse these steps: Before you make the jelly and then the panna cotta. Remember to increase the dose of gelatine. Be careful not to exceed, however, to avoid the panna cotta being to thick
It 's possible that the candies, once beaten, stick to the sides of blender, expecially if they are not completely dry. supply with a spoon and patience and try to detuch as much as possible.
It 'a sweet, elegant, unusual, delicate dessert, perfect to conclude an elegant dinner or on an sweets buffet
Buon Appetito
alessandra