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martedì 2 marzo 2010

capesante glassate con crema di corallo e sable allo zafferano




capesante glassate con crema di corallo e sablè allo zafferano

Previsioni del tempo di Menuturistico per mercoledì 3 marzo 2010- zona di Genova centro e dintorni
Il tempo stabile e soleggiato di questi giorni diverrà solo un ricordo, a partire dalle ore 8.00 del mattino, travolto da un vortice ciclonico con precipitazioni insistenti e rovesci in stile bulacchi, concentrate nella zona di Via Carlo Barabino, angolo di Via Brigata Bisagno, con particolare riguardo per il distributore di benzina ivi ubicato e dotato, oltre che di regolari pompe, serbatoi e colonnine, di autolavaggio con pompe, spazzole con setole di cinghiale rinforzato, aspiratori multifasici e latte di asina perchè, tenetevi forte, domani mattina lavo la micra.

Giuro. Ho anche preso appuntamento, come si fa dal parrucchiere, solo che qui ci si sta di più, perchè , sin dalla prima occhiata, mi è stato detto che in meno di 4 ore non ce la fanno. Prima che alziate le sopracciglia, immaginandovi chissà quale sporcizia, vi dico subito che, per quanti panorami da discarica possano venirvi in mente, la micra è assolutamente, incommisurabilmente, infinitamente più lercia. Avete presente "ho visto cose che voi umani etc etc"? Ecco, siamo lì.

Il problema è che io non so come sia possibile ridurla così ogni volta. Mi sembra di essere Pigpen, l'amico di Charlie Brown che produce polvere, con la non trascurabile differenza che lui se ne frega e io no. Cioè: quando son da sola, non me ne importa assolutamente niente, specie d'inverno, quando son bella coperta e non rischio di prendermi chissa quale malattia rara. Il problema è quando devo trasportare delle persone o- orrore degli orrori- quando mi tocca darla a mio papà: il che, fortunatamente, avviene due volte l'anno (collaudo e bollino blu) ma, disgraziatamente, sempre senza preavviso, perchè io sto ai bolli, assicurazioni, tagliandi e cose varie come Emanuele Filiberto al bel canto- e le scadenze mi piombano addosso dall'oggi al domani.

Ovviamente, la macchina di mio padre è una specie di clinica su quattro ruote: il frontalino dell'autoradio nella custodia, le caramelle divise per gusto, le pelli di daino di Hermès e neanche un granello di polvere tutto intorno. Questo, prima che ci salga io: al ritorno, delle caramelle rimangono solo montagnole di cartacce (mai che gliene lasci una), sotto i sedili ci finisce di tutto e, se proprio ci si impegna, riusciamo anche a disseminare tracce di cioccolato nei punti più impensabili e meno pulibili di tutti. Senza contare che lasciare il frontalino in bella vista, ormai, è un evergreen.

capesante glassate con crema di corallo e sablè allo zafferano

A onor del vero, non è sempre stato così, anzi: per quanto riguarda la gestione dell'automobile, mio padre ha subìto una folgorazione sull'autostrada per Damasco, grosso modo intorno ai 40 anni. Prima, era peggio di me.
La leggenda vuole che un anno, in seguito al tenace attaccamento di una zolla di terra a un tappetino, sia nato un fungo; e, un'altra volta, che si sia scoperta pure una lucertola, entrata da non so dove ma ben decisa a non separarsi più da un habitat naturale fatto di marcite di arbre magic a tutti i gusti.

Questo significa, quindi, che ho ancora qualche speranza, anche se i 40 li ho passati da un po' e se vado a Damasco di questi tempi probabilmente mi tocca ben altra folgorazione: però, devo riconoscere che ultimamente mi vergogno, tant'è che quando dò un passaggio a qualcuno, inizio subito ad inventare ogni tipo di scusa (ultimamente, va di moda il trasporto delle cassette di terra di mia suocera) e concludo, ogni volta, con un caldo invito a chiudere gli occhi. Sono anche riuscita a dirlo al mio amico cieco, che, lungi dal tacere, l'ha raccontata a tutta Genova- e qualche spiritosone gli ha anche risposto "beato te", dilungandosi poi in un inventario di schifezze, dai ricordi dell'infanzia della creatura- una serie di chewingum spiaccicati qua e là- fino ai giorni nostri (tubetti di crema aperti, involucri di barrette dietetiche, rendiconti della banca, guanti da forno- interi- e guanti di cachemire spaiati). Per non dire della collezione di ombrelli rotti e di un bastone da passeggio (????) che stanno da anni nel bagagliaio.
Il colpo di grazia lo ha dato una "lingua di suocera" che ho mangiato l'altra sera, mentre aspettavo che mia figlia uscisse dalla lezione di piano. Siccome era buio e, tanto per cambiare, ero al telefono, non ho fatto caso a dove fossero finite le briciole: la scoperta risale a stamattina e, vi giuro, mi è venuto uno choc a vedere i sedili coperti di sfoglia. Sono ancora tanto turbata che mi fermo qui: perchè, credetemi, mi vien male, al pensiero che la metà del mio dolce preferito sia stata sprecata così...

CAPESANTE GLASSATE CON CREMA DI CORALLO E SABLE' ALLO ZAFFERANO

capesante glassate con crema di corallo e sablè allo zafferano


La ricetta è qui ma- toh, che strano- è tutta diversa da quella che ho fatto io: neanche a dirlo, è il classico antipasto da minimo sforzo e porca figura, oltre tutto con ingredienti nobilissimi (capesante e zafferano) che oltretutto si sposano pure bene

Per 4 persone
4 hg di capesante con il corallo ( sono troppe: io ne ho comprate 25 in tutto, senza la conchiglia)
200 ml di creme fraiche ( va bene anche la panna)
1 cucchiaio di burro (stavolta, è insostituibile)
1/4 di cipolla
poco olio EVO

Sciacquare le capesante e privarle del corallo. Asciugare bene quest'ultimo e passarlo in padella, dove si sarà prima fatta soffriggere la cipolla, in poco olio. Salare e mescolare rapidamente: in pochi minuti, sono pronte. Frullarle, fino a ridurle in poltiglia e aggiungere la creme fraiche. Passare il tutto in una piccola casseruola, aggiustare di sale e scaldare, senza portare a bollore.
Nel frattempo, far sciogliere il burro in una padella (meglio se piccola) e far dorare le capesante.
Servire, accompagnando con una sablè allo zafferano
Buon appetito
Alessandra

martedì 23 febbraio 2010

Sablè di Felder al parmigiano con tre variazioni






sablè cumino limone


Bollettino medico di martedì, 23 febbraio, ore 7.00: teoricamente, sarei in piedi. Praticamente, sto ancora su un piede solo, con la non trascurabile differenza, rispetto ai giorni scorsi, che stavolta lo alterno. Vale a dire che, fino a mezz'ora fa, il piede malandato era il destro. Ora, dopo che una gruccia da pantaloni, de fero e rinforzata, è franata dritta dritta sul secondo dito del piede sinistro, zompetto per il corridoio, in stile Mino Damato sui carboni ardenti, ma senza l'espressione ascetica che aveva lui. Qui, di ascetico, ci stanno solo i santi che, ad uno ad uno, sto convocando direttamente dal Paradiso...
E comunque , la prima prova è stata superata: trattasi del famigerato aperitivo per la Festa Solenne dell'Ufficio che da almeno 5 anni vede la sottoscritta cooptata dal capo, in qualità di P.R. -da Pranzi&Rinfreschi a Pulisci&Risciacqua. Siccome sull'argomento si potrebbe scrivere un trattato, ma siccome non ho voglia di marcirmi il sangue già alle 7 e un quarto del mattino, rinvio a momenti più allegri la rievocazione delle varie tappe che mi hanno condotto ai vertici di questa carriera e passo subito a raccontarvi la Sfida dell'Anno, vale a dire come preparare un buffet per cinquanta persone, dovendo essere sul posto alle otto del mattino, per giunta in tenuta da professionista rampante, con tanto di scarpa col tacco, alla faccia della tempistica, del sudore da duro lavoro e, buon ultimo, del ditone malato.
Fosse stato per il marito, avrei dovuto telefonare al Capo e dirgli pacatamente che non ero in condizione di muovermi e che si arrangiassero da soli, una buona volta, magari mandando anche qualcuno a prelevare vassoi e caraffe. A parte la nominescion per "la migliore battuta del secolo", il suggerimento non ha sortito alcun effetto e, dieci minuti dopo, sperimentavo una nuova posizione al volante, guidando senza una scarpa e schiacciando il pedale dell'acceleratore col solo tallone. E' stato solo quando sono arrivata al parcheggio, sana, salva e senza neppure una smagliatura nella calza che ho capito che ero lì per volontà divina e che quindi, qualsiasi cosa fosse successa, avrei trovato un appiglio a cui aggrapparmi. E così è stato. Il primo, indispensabile, è stato l'aiuto della Paola, un'altra che, quando si decideranno a fare uno speciale sul mio buon carattere, potrà candidarsi a fare l'ospite d'onore; il secondo, invece, è stato il colpo di genio di lavorare scalza, su un pavimento di marmo, in una stanza che non aveva mai visto un calorifero in vita sua. Tempo trenta secondi e stavo sperimentando gli effetti analsegici del congelamento, con grande beneficio della sottoscritta e degli invitati, che, nel giro di mezz'ora, hanno fatto fuori il seguente buffet

sablè alle olive



Mini quiches al roquefort e ai finocchi (48 pezzi)
Mini quiches lorraine (48 pezzi)
Focaccia alla salvia (100 pezzi)
Mini croissant farciti con crescione e salmone affumicato (70 pezzi)
Baci di dama salati al pesto (80 pezzi)
Sablè al cumino/limone (50 pezzi)
Sablè alla paprika (50 pezzi)
Sablè alle olive (50 pezzi)

i primi 4 sono stati preparati una settimana prima e congelati; i secondi 4, invece, tre giorni prima e chiusi in scatole di latta. Al mattino (presto: prima delle 6, di sicuro), ho fatto scongelare in forno quiches e croissant, e nel frattempo farcivo i baci di dama, mentre le brioches sono state riempite in loco. Tovaglie bianche (pure quelle antiche: mamma, non leggere), con sopra dei copritovaglia ciclamino, vassoi d'argento ed alzatine. Superfluo aggiungere che le sablè nelle foto sono state immortalate prima dell'inizio della cerimonia, visto che, a parte le briciole, non è avanzato niente....


SABLE' AL PARMIGIANO
(C. FELDER)

sablè alla paprika



la ricetta base è di Felder e si riferisce ad una ventina di biscotti


farina 130 g
burro 100 g
tuorlo d'uovo 1
parmigiano grattugiato 100 g
sale 1 presa
pepe nero 1 presa
Preriscaldate il forno a 180. Unite tutti gli ingredienti in una ciotola a lavorate con la punta della dita fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Se preferite lavorate al mixer. Aggiungete l'uovo, compattate e formate una palla. Conservate in frigo per 1h. Stendete la pasta su uno spessore di ca 5mm e ricavate dei quadrotti di 4cm. infornate 15-18m. a 180°

Io sono partita dalla stessa base, quadruplicando le dosi e riducendo le dimensioni, e ho aggiunto tre diverse "profumazioni"

- cumino in semi e scorza di limone grattugiata
- paprika forte
- olive nere tritate grossolanamente

Nelle scatole di latta, si sono conservati tutti bene, eccetto quelli finiti nel contenitore con il coperchio che chiude male: mi è bastato rimetterli in forno a 150 gradi per 5 minuti e sono tornati fragranti come gli altri.
Buoni, buoni, buoni
Buon appetito
alessandra