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martedì 12 ottobre 2021

CAVOLFIORE GRATINATO IN SALSA AL BRIE ED ERBA CIPOLLINA

 

 

Mi scuso per la foto e per l'introduzione dedicata a faccende personali, ma senza una incursione del dietro le quinte di questo piatto si rischierebbe di non comprendere il giudizio finale, completamente ribaltato rispetto alle intenzioni di partenza. Anzi, visto che proprio per questi motivi, temo di allungarmi un po', salto i convenevoli e vado dritta ai punti cruciali. 

Il primo è che il cavolfiore è uno degli ingredienti che preferisco, sia da mangiare che da trattare. Purtroppo, ne ho dovuto fare a meno per tutti gli anni singaporiani, vista la scellerata abitudine di venderlo "nudo", cioè privato di ogni foglia esterna e quindi già contaminato dall'acciaio delle lame. Il resto, lo facevano il caldo e i metodi di conservazione di laggiù, col risultato che, quando arrivavano sui banchi del mercato, i cavolfiori erano già anneriti. Ora che vivo nella Cauliflower land, non solo li compro in modo compulsivo: ma mi basta vedere una ricetta che abbia questo ortaggio nel titolo che subito la scelgo, senza nemmeno preoccuparmi di leggere oltre. 

Il secondo punto cruciale riguarda l'abitudine di mio marito di criticare tutto quello che ha nel piatto. Non sono critiche personali (altrimenti, vi scriverei dalle cucine di un carcere :) anzi: il punto di partenza è sempre un implicito atto di stima nei confronti di chi cucina. E' solo che a lui piace mangiare e piace parlare di cibo, mentre mangia. Ammetto che finché ho avuto il blog, lo sono anche stata a sentire con attenzione, visto  che mi è stato utilissimo per descrivere i piatti. Adesso, sono un po' meno diligente, eccezion fatta per le ricette da pubblicare: in questo caso, aspetto il suo verdetto e, magari, ci ragiono anche un po' su. 

Ora, questa ricetta, secondo me, non avrebbe dovuto neppure avere gli onori del blog: avendola scelta per il "cavolfiore" nel titolo, mi sono resa conto solo mentre la preparavo che non era niente di più che un cavolfiore gratinato, con una bechamelle arricchita da una selezione di formaggi senza capo né coda, oltre tutto molto grassa già in partenza. Tant'è che lo avevo pure comunicato, alla quadra, scegliendo un'alternativa a mio parere migliore. Non solo: al momento di portarlo in tavola, non c'erano stati né avvisi, né proclami, né indizi che potessero suggerire a mio marito che un banalissimo cavolfiore gratinato dovesse avere un trattamento speciale. Fotografia inclusa, visto che ne ho scattata una sola, al volo, col cellulare, più per l'archivio dei ricordi che perché pensassi ad un destino più radioso.

E invece... 

"Accidenti che buono!" è stato il suo commento, condito da altri avverbi che per ragioni di brevità e di decenza non riporto. Da qui, la retromarcia immediata e, adesso, la ricetta che trovate  QUI

lunedì 4 gennaio 2016

GRATIN DI GNOCCHI DI PROSCIUTTO IN SALSA MORNAY AI FUNGHI



Ecco: per fare questi gnocchietti qui, ho riciclato gli avanzi della sera prima- e fin qui ci siamo.
solo che per far fuori 30 gnocchetti avanzati ho prodotto quanto segue
- mezzo litro di Mornay
- due albumi
- mezzo cartoccio di panna
- una manciata di funghi secchi reidratati e ora mollicci
e qualche altra cosa che ora non ricordo più.
Ma che di sicuro mi verrà in mente.
Devo solo aspettare di svenire, davanti allo sportello del frigo

una salsa mornay preparata facendo una bechamelle densa (30 g di burro, 30 g di farina 300ml di latte) a cui ho aggiunto 125 ml di  panna fresca liquida, un tuorlo grande e una bella manciata di Parmigiano reggiano. Ho profumato con una generosa grattugiata di noce moscata e regolato di sale.
Ho imburrato leggermente due stampi monoporzione, li ho velati con un cucchiaio di Mornay e ho disposto gli gnocchetti in un unico strato. Ho aggiunto un trito finissimo  qualche porcino secco, (avanzato anche questo da qui), precedentemente ammollato in acqua tiepida e ben strizzato e ho coperto con la Mornay. Altra noce moscata e un po' di pepe e via in forno, a 200°C, per 15 minuti, fino a completa doratura.
Il risultato che vedete in foto è stato portato in tavola alle 20.30
Quello che vedete qui è stato fotografato alle 20.35
 C'è bisogno che aggiunga qualcosa sulla loro bontà- o ci siamo capiti?

(gli gnocchi di pasta choux sono un buon modo per valorizzare avanzi di salumi e di formaggi, un po' diverso dai soliti ripieni; la mornay è una bechamelle ricca che permette di recuperare i tuorli avanzati e i fondi della panna)
Con  questa ricetta partecipo alla Settimana degli Avanzi, del Calendario del Cibo Italiano-AIFB, affidata a Cinzia Martellini Cortella, autrice di questo splendido approfondimento sul tema.