martedì 28 marzo 2017

BISCOTTI AGLI ANACARDI E CARDAMOMO



"Stavolta, cosa ti serve?"
Sono al  telefono con mia madre, alla quasi vigilia della partenza della creatura per Sing Sing. 
L'argomento e' la lista della spesa, alla faccia di chi crede che il servizio a domicilio da un quartiere all'altro sia una grande conquista. 
Qui, potremmo mettere su un servizio di import export da un continente all'altro- e delle cose piu' assurde, pure. 
Stavolta, pero', andiamo sul classico
"Parmigiano. Anche due kg, guarda. Ora che hanno scoperto il risotto, figurati quanto mi dura... E il caffe', che lo stiamo finendo. E il pesto, ovviamente. E le olive taggiasche. E le acciughe, nell'arbanella piccola, che il caldo mi scioglie la salamoia. E.. boh, ti direi basta.... "
"Sicura?"
"Mah, penso di si...Ti viene in mente altro?"
"Pensavo a due amaretti..."
"Ecco, si, gli amaretti si.. e poi?"
"Canditi di Romanengo?"
"Mettici anche quelli.. e poi?
"Un po' di nocciole?"
"Guarda, no, quelle no. Patiscono nel viaggio. E poi qui ho gli anacardi"
Silenzio
"Gli anacardi, sai, mamma, quelle robe che sembran...
"Lo so cosa sono gli anacardi.
Ma so anche che ti sei singaporizzata, figlia mia"



Non so quante volte avro' detto che la mia felice sopravvivenza a Singapore, dal punto di vista gastronomico, e' affidata al 90% all'esistenza della comunita' indiana piu' numerosa e piu' radicata del mondo. Senza Little India, senza il Tekka Market, senza le mie incursioni mensili da Mustafa' io non avrei saputo come fare. Perche', a differenza della parte cinese e malese, gli Indiani hanno il burro, lo yogurt, il formaggio (il paneer) , il latte, una marea di latticini a cui mi sono immediatamente convertita e, su tutti, lo zucchero.
Che "nasce" e si diffonde qui, dando vita alla prima pasticceria a base di canna da zucchero della storia della gastronomia mondiale. Noi Mediterranei ci arrangiavamo col miele, coi datteri, con le resine, loro se la spassavano con una teoria di dolcetti che solo lo zucchero poteva permettere di realizzare. Almeno fino a quando sono arrivati gli Arabi prima e i Genovesi poi- ma questa e' un'altra storia. E se ve la racconto, non arriviamo alla ricetta.
Gli Indiani, dicevo, hanno una millenaria tradizione di pasticceria.
Alla quale mi sono votata, con sacrificio e dedizione.
Scoprendo che a loro piace il dolce dolce
Che sotto densi sciroppi profumati si nascondono le cose piu' buone del mondo.
E che gli anacardi sono l'esatto equivalente della nostra mandorla.
Preciso 'ntifico proprio.
Nel senso che ci fanno anche il "marzapane" e da li tutta una serie di biscottini aromatizzati e glassati che non voglio neppure evocare, in questa mattinata di dieta.
Ma gli anacardi stanno alla loro pasticceria come la mandorla alla nostra.
E il resto lo lascio alla vostra immaginazione.


All'MTC, ormai lo sapete, ci sono gli indizi.
Il gioro prima della ricetta, la sottoscritta pubblica tre suggerimenti che dovrebbero illuminare la mente degli sfidanti ....con dei flash, diciamo cosi.
Di flashati ne abbiamo parecchi e, fra questi, Pasqualina che, puntuale come un orologio svizzero, ad ogni indizio se ne esce fuori con la sua risposta.
E questa, qualsiasi sia l'indizio, qualsiasi sia il piatto e' sempre "anacardi"
Abbimo avuto i macarons?
"anacardi", gridava dalla tastiera.
Il pollo fritto?
"Anacardi" si sbracciava senza posa
La Terrina?
"anacardi" era la sua risposta.
Ora, io lo so che dedicarle un biscotto con gli anacardi non e' la soluzione e che una fornitura annuale di acqua di Lourdes sarebbe stata piu' efficace. E so anche (e qui son seria) che rischio di essere oltraggiosa, ad associare la sua bravura stellare ad un dolcetto che saprebbe fare anche un bambino dell'asilo  e' alla mia portata.
Ma e' da quando ho visto la ricetta, su uno dei ritagli di Sale e Pepe che animano le Ricette Orfane, che ce l'ho in mente. E lo stesso e' successo mentre li preparavo, li assaggiavo, li cuocevo, li mangiavo.
Tre giorni di fila, praticamente, quanto ci e' voluto per farmeli fuori tutti
E se considerate che due giorni sono di riposo, vi lascio immaginare tutto il resto.
Compreso che Pasqualina, magari non ci azzecchera' con gli indizi. Ma quando si tratta di dolci, non sbaglia mai. Neppure quando non lo sa :)

CASHEW AND CARDAMOM SNOWBALL 
Palle di Neve agli Anacardi e al Cardamomo


Ricetta trovata su un vecchio numero di Sale & Pepe, ridotta a un ritaglio e portata qui a Singapore. Le mie amiche ci sono impazzite, mio marito non ha voluto portarli in ufficio, io penso che non faro' mai piu' altri biscotti e altre scene di ordinaria follia
Una curiosita': anacardi e cardamono assieme sanno di caffe'. Magari lo chiameremo anacardamomo :) ma vi assicuro che assaggiarli da crudi e pensare al caffe' e' praticamente tutt'uno. Superlfuo aggiungere con cosa accompagnarli quindi (anche se, secondo me, stan bene con tutto)

Ingredienti per 40 pezzi circa:
65 g di anacardi tostati e non salati
225 g di burro morbido freddo a pezzetti 
260 g di farina 00
150 g di zucchero a velo
vanillina  i semi di un baccelo di vaniglia
3  4- 6 bacche di cardamomo, i semi 
un presa di sale

Fate tostare gli anacardi in padella, per un minuto, a fuoco vivo. Attenzione a non farli abbrustolire: muovete spesso la padella e, semmai, riducete i tempi di cottura. Quando il loro profumo inizia a diffondersi per tutta la cucina, sono pronti. 
Recuperate i semi di cardamomo, metteteli in un frullatore assieme agli anacardi e frullateli finemente
Setacciate la farina con il sale in una ciotola, aggiungete gli anacardi tritati e 50 g di zucchero e incorporate il burro con la punta delle dita, come per fare una pasta frolla. Aggiungete in ultimo la vaniglia. Date all'impasto la forma di una palla, avvolgetela in pellicola trasparente e fate riposare in frigo per un'oretta
Dopodiche', accendete il forno a 160 gradi, modalita' ventilata
Rivestite con carta da forno due teglie da biscotti
Formate delle palline, lavorando piccoli pezzi di impasto con il palmo delle mani e disponetetele via via sulla teglia, a circa due dita di distanza l'una dall'altra. 
Infornate per una ventina di minuti: controllate spesso, perche' il segreto e' non far scurire i biscotti. Potete anche cuocere a 180 gradi per 10- 12 minuti, dipende da come lavora il vostro forno. 
Una volta cotti, sfornateli e non toccateli assolutamente per i primi 5 minuti. Poi trasferiteli su una gratella e fateli raffreddare. Serviteli cosparsi di abbondante zucchero a velo. 
Se riuscite a farli riposare due giorni in un contenitore ben chiuso (dopo che li avete cosparsi di zucchero), a dar loro una nuov spolverata e a servirli subito dopo, siete nell'anticamera del paradiso. 
E godetevela tutta, perche' dopo una scopracciata di questi, vi aspettano ben altri climi ;)
Ma ne sara' valsa la pena :)