lunedì 11 maggio 2009

la porcata di mia suocera- semifreddo meringato al croccante di sesamo....





Da sabato scorso, siamo ufficialmente entrati nella settimana dei festeggiamenti per il genetliaco della creatura, celebrando, l'11 maggio, una tradizione che si ripete implacabile da 14 anni, in barba a impegni di lavoro, problemi familiari, brandelli di tempo libero ( libero???) e feste della mamma, che passano immancabilmente in ultimissimo piano, per far spazio ad un tourbillon di eventi, il cui clou è rappresentato dalla festa con le amiche.
La creatura ci pensa dal 12 maggio successivo, quando io sono ancora lì a raccattare i resti (della festa e miei) e lei attacca con progetti più o meno strampalati e fattibili, che costituiscono una sorta di inquietante leit motif per tutto il resto dell'anno.
Stavolta, è toccato al pigiama party, per cui ci siamo ritrovate in casa una cinquina di adolescenti urlanti e ridanciane, che hanno invaso l'appartamento di scarpe a fiorellini, magliette a righe e jeans stretti in fondo ( Deo gratias!!! vita alta e a sigaretta.... Chiunque sia il Santo che si occupa di moda per le ragazzine, grazie dal profondo del cuore), in un crescendo di gridolini ed urletti che mi ha fatto ritornare indietro di trent'anni, quando al posto loro c'eravamo io e le mie amiche, ugualmente distratte, ugualmente disordinate, meravigliosamente ingenue e pulite come mia figlia e le sue amiche. Pure mio marito, che si è rinchiuso due giorni in volontaria prigionia nello studio, con tanto di guinzaglio e museruola, non ha potuto fare a meno di sorridere ( vabbè, mi sono un po' allargata: più che altro, era un ghigno), meravigliandosi di come si accontentassero di poco- a discapito di quanto si legge sui giornali e si vede in giro. Poi, però, si è inciampato in un calzino viola col pizzo, nel corridoio, ed ha subito cambiato idea...
Ovviamente, ho cucinato per ore, nonostante mi fossi ripromessa di non stare a fare grandi cose, perché intanto, a quest'età, ci vuol tutta che si accorgano di avere qualcosa nel piatto. Altrettanto ovviamente, non è rimasto nulla, nonostante la solita " gara delle nonne" a chi fa il dolce più buono per la nipotina.
La palma va alla suocera, quest'anno, che ha confezionato il semifreddo che vedete in foto, che ha subito scalato la hit delle porcate più immonde piazzandosi di diritto al primo posto , quello a cui spetta il titolo di "porcata assoluta": avete presente, quando, al primo assaggio, quando ancora il collegamento fra papille gustative e neuroni è in funzione, vi rendete conto che "sì, effettivamente è buono, ma forse è un po' troppo calorico" e, subito dopo, iniziate a ingozzarvi in modo convulso, usando il cucchiaino come arma da attacchi esterni, noncuranti delle richieste degli altri commensali, che ne reclamano un po' anche per loro e meditando a come fare a sottrarvi agli sguardi indiscreti al momento della slurpata finale????
Non lo avete presente????
E allora, dovete proprio provare questa roba qua...



Semifreddo meringato al croccante di sesamo e marroni



per 6 persone
tempo di preparazione 45 minuti
tempo di cottura 8 minuti

200 g di meringhe
6 dl di panna fresca
1 bustina di vanillina*
100 g di croccante al sesamo
70 g di marroni canditi
60 g di zucchero a velo
rum


* non stiamo tanto a fare i sofistici, come dicono a Zena: ve l'ho già detto, che con questo dolce qui non andiamo tanto per il sottile. Se preferite, i semi di un baccello di vaniglia, comunque

Tritare grossolanamente il croccante, sminuzzare i marron glacè e sbriciolare le meringhe. Spennellare uno stampo di rum. Montate la panna e unitevi la vanillina e lo zucchero a velo. Incorporate delicatamente i marroni, il croccante, le meringhe, versate tutto nello stampo, ricoprite con pellicola trasparente e poi in freezer per almeno tre ore.

Tutto qui: semplicissimo, velocissimo, facilissimo. L'unica difficoltà è resistergli....





P.S. quando le ragazzine se ne sono andate via ( figlia compresa: è andata a farsi festeggiare ancora un po' dai miei), mi sono sentita improvvisamente orgogliosa del genere femminile tutto: le camere erano abbastanza in ordine, non sono state organizzate partite di pallone nel salotto e, quando ho aperto la porta della stanza dove dormivano tutte insieme, sono riuscita ad arravare alla finestra senza svenire sulla soglia. Cosa che con i ragazzini non succede. Lo dico con tutto l'affetto del mondo, perché sono l'orgogliosissima zia di un nipote quasi coetaneo di mia figlia ( ma infinitamente più sveglio) ma è innegabile che le differenze si vedano già a questa età. E così, ho iniziato ad elencarle tutte al marito, facendogli notare i vantaggi della figlia femmina: perché se avessimo un maschio, col cavolo che avrei potuto risistemare le scarpe abbandonate per casa arrivando con il naso all'altezza della suola; con il maschio, col cavolo che avremmo potuto lasciare in giro cristalli e computer; con il maschio, col cavolo che avremmo chiuso la porta della nostra camera da letto ( abbiamo sacrificato pure quella!!!) alle dieci, per non pensarci più fino al mattino.. e sarei andata aventi all'infinito, se mio marito non mi avesse zittito, torvo, replicando che col maschio, COL CAVOLO CHE AVREMMO FATTO IL PIGIAMA PARTY... e mi sa che stavolta, mi tocchi dargli ragione....
buona giornata
alessandra

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