lunedì 18 gennaio 2016

I TAGLIOLINI AL LIMONE PER LA SETTIMANA DEGLI AGRUMI



Singapore, 18 Gennaio
GN delle Fave e Cicoria
Settimana degli Agrumi


Dall'età di 4 anni, sono stata condannata a non poter mangiare più frutta, da una perniciosa allergia che, negli anni è stata classificata ora come " si-sa-che-è-tutta-strana", ora come "vienici-a-dire-che-cos'hai", ora come "allergia alle diagnosi", quest'ultima dal medico più spiritoso di tutti, deciso a buttare in ridere quello che, per me, era diventato un vero e proprio dramma. 
In mezzo, ne abbiamo passate di tutti i colori. 
Erano gli anni in cui la parola intolleranza non esisteva-e anche sul termine allergia, bisognava capirsi. Le due volte che sono stata a un millimetro dallo choc anafilattico, mia madre ha dovuto supplicare il medico del Pronto Soccorso di curarmi, giurandogli che non ero una tossica nè una portatrice di chissà quale malattia; la seconda volta, mi hanno abbandonata per strada. 
Avevo vent'anni e due episodi del genere avevano finalmente convinto i medici ad andare a fondo ad un problema che, comunque, rimase senza soluzione fino a una manciata di anni fa. 
E ora che la soluzione ce l'ho, ho solo la soddisfazione di sapere perchè mi succedono determinate cose, se mangio ananas, albicocche, arachidi, pere, pesche, prugne, mele, cavoli e un'infinita serie di frutti tropicali : ma, per il resto, non è cambiato niente.
Astensione totale da questi alimenti- e preghiere a raffica, per evitare la contaminazione. Che è bastardissima, nella misura in cui è nascosta e insidiosa.
In questo momento, sono reduce dai postumi di un morso dato ad un alimento contaminato, sabato sera. 
Fortuna ha voluto che fossi a casa, che sia riuscita a mettere in atto tutte le procedure del caso, che il giorno dopo fosse domenica e avessi mio marito a casa, pronto a scappare soddisfare le mie esigenze, con un salto al food hawker sotto casa per gli approvvigionamenti di riso in bianco al vapore e altre amenità che vi risparmio, ma che non mi sono mai state risparmiate, da 45 anni a questa parte. 
Tutta 'sta pappardella per farvi capire quanto profondo sia il mio amore per gli agrumi.
La mia gratitudine, per la loro generosità.
Per esserci sempre, ad ogni stagione dell'anno
Per essere buoni, versatili, trasversali a qualsiasi preparazione in cucina
Per "fare bene"
Per farmi bene.
Assieme ai frutti di bosco, gli agrumi sono l'unica frutta che "pratichi" e a cui mi lasci andare, con la confidenza di chi sa che ci si può anche drogare di mandarini o ubriacarsi di spremuta d'arancia, che intanto non succederà niente. 
Quindi, questa terza settimana di Gennaio, che nel Calendario del Cibo Italiano AIFB è tutta dedicata agli Agrumi, io la sostengo, con tutta la forza che ho in corpo.
Non solo perché Calendario fa rima con straordinario, che è l'unico aggettivo che possa rendere l'idea di quanto emozionante ed istruttivo e coinvolgente sia seguire questo progetto.
Non solo perché ho la dispensa del blog che trabocca di ricette che meritano di essere pubblicate anche su queste pagine
E non solo perchè ora si avvicina il Nuovo Anno Cinese e arance, mandarini e pomeli sono i doni beneagurali di una tradizione millenaria, portatori di prosperità e gioia
Ma perchè senza gli agrumi, io non saprei che cosa significa mangiare la frutta. 
E grazie a loro, posso farlo, variando tutti i giorni, con la stessa soddisfazione. 

Partiamo con la ricetta più da porca figura che abbia mai fatto in vita mia, con la promessa di aggiungere tutte le altre