Visualizzazione post con etichetta soufflè. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta soufflè. Mostra tutti i post

martedì 11 maggio 2010

spatascio's day. di tutto, di più

di Alessandra

DSC_1387

Ora, io dico: passi sbagliare un piatto. Anzi, ci sta, eccome. Anzi due, dovessi fare un calcolo, son più quelli che ceffo che quelli che azzecco, specie se ho un'occasione da porca figura e l'ansia da prestazione è alle stelle.
Ma TRE su TRE, porca miseria- e per giunta nel fine settimana, quando riempio la dispensa di menuturistico- questo è inconcepibile. Ho un nervoso che sfiora l'isteria, anche perchè, per quanto mi sforzi, non riesco a dar la colpa a nessun altro che a me, la qual cosa, è risaputo, è quella che più mi manda in bestia.
Per farla breve, i fallimenti sono stati tre. Qui ne documento solo due, perchè l'oscenità del terzo trascende ogni limite del buon gusto, visto che ho avuto l'idea di preparare dei mini babà con l'impasto delle brioches. Ne sono venuti fuori 24 mostruosità, con un grosso rigonfiamento in punta, ammosciato di lato, che ha dato la stura a ogni tipo di asfaltamento della sottoscritta da parte del marito e della figlia, la cui perfidia ha superato ogni limite. Come se non lo avessi capito da sola, che non era stata propriamente una splendida idea...
Il resto, è tutto documentato qui sotto, dal soufflè che ho voluto a tutti i costi sformare e che poi ho ricompattato nello stampo, in stile "atterraggio UFO su Zigurrat" alla torta Mappazza che però, ad essere onesti, i colleghi hanno gradito. Almeno lì per lì...
Soufflè di Asparagina con cuore di capasanta e salsa al Martini Dry



DSC_1389
per 4 persone
4 capesante con il guscio
500 g di asparagina
80 ml di bechamelle
20 g di scalogno
20 g di porro
30 g di burro
1 uovo
80 ml di panna da cucina
1/3 di bicchiere di Martini Dry
20 ml olio EVO
2 rametti di acetosella
sale
pepe nero

Pulire gli asparagi, stufarli in padella con burro e scalogno tritato fine, sale e pepe finchè son teneri (io aggiungo anche un mestolo di brodo: che sia stato per questo?????). Fate intiepidire la bechamella e unite il tuorlo. Montate l'albume a neve ben ferma (l'ho fatto alla fine, perchè secondo me sarebbe smontato: che sia stato per questo???)frullate l'asparagina, unitela alla bechamelle ormai tiepida e unite l'albume, mescolando bene. Aprire le capesante, sbollentare brevemente i coralli e tenerli da parte (io ho usato quelle senza guscio: che sia stato per questo?). Distribuite un poco di composto negli stampi

Far rosolare in padella nell'olio per 2-3 minuti il porro finemente tritato, irrorate col Martini, salate, pepate e fate evaporare l'alcool. Quando la salsa si sarà addensata, unite la panna e mescolate per 2-3 minuti. Togliete dal fuoco, frullate tutto e aggiungete l'acetosella, tritata finemente. Sformate i soufflè nei piatti individuali, aggiungete la salsa, due punte di asparagina e disponete un corallo di capesanta sopra ogni souffle

DSC_1387


Torta di mandorle alla crema d'arancia


per 8 persone
300 g id farina
300 g di mandorle sgusciate
220 g di zucchero semolato
150 g di burro
150 g di fecola
5 uova
2 cucchiai di rum
2 cucchiaini di lievito
1 arancia

per la farciture
150 g di burro
100 g di mascarpone
70 g di zucchero semolato
2 arance e mezzo, biologiche
1 bicchierino di rum
2 cucchiai di zucchero a velo


prospettiva dall'alto....

DSC_1364

dal vero


DSC_1363


e, atrocità delle atrocità, pure di taglio...

DSC_1367

Ora devo preparare la torta di compleanno della creatura che, more solito, festeggia a strati. Mi sa che mi ci vuole un pensamento collettivo....
un moscissimo ciao
ale


lunedì 9 novembre 2009

soufflè di tagliolini




Vi è mai capitato di fare, per abitudine, qualcosa che si differenzia dai comportamenti consueti e di non esservene mai resi conto, se non quando qualcuno ve lo fa espressamente notare? A me sì, e pure parecchie volte. Si va da cose importanti, come gli orari e i ritmi lavorativi (comincio prima e concentro in una mattinata quello che i miei colleghi abitualmente diluiscono in più giorni) a cose più banali, come il mio modo di scrivere la q minuscola, più simile ad un phi greco che non al nostro alfabeto. In ogni caso, però, le costanti sono sempre due: da una parte ci sono io, che agisco in modo inconsapevole, assecondando buona parte di quello che la mia indole "mi ditta dentro"; dall'altra, c'è il disorentamento di tutti gli altri, che vedono compormesso l'ordine che deriva da abitudini collaudate e quindi confortanti.
Tuttavia, finché qualcuno non mi fa notare che sono di nuovo partita per la mia tangente (o "tangenziale" come diceva una mia amica, anche qui in modo del tutto inconsapevole), io non mi accorgo di quanto certe mie abitudini possano essere un po' destabilizzanti per chi, invece, è giustamente abitutato a seguire le regole.
Ultimamente, questo mi è successo con le ricette: che io, ovviamente, non seguo mai alla lettera, ma "interpreto" via via. Naturalmente, parto sempre col piede giusto, il testo sacro aperto sul leggio, gli ingredienti pesati sul piano di lavoro e la fiducia cieca in quello che leggo: poi, in itinere, mi perdo . Il problema dov'è, direte voi? In fondo, non tutti seguono le ricette fino alla fine (mia madre, per esempio, non lo ha mai fatto in vita sua, e i risultati le hanno sempre dato ragione), ma le adattano a seconda delle loro esigenze e i loro gusti.
Solo che, magari, hanno l'accortezza di annotarsele, 'ste benedette modifiche o, quanto meno, ricordano di averle fatte. Io, invece, no. E' come se, ad un certo punto, venissi presa da una specie di ispirazione ( invasamento, direbbe il marito), per cui cambio tutto e poi me ne scordo, con grave danno per me e soprattutto per i malcapitati a cui passo le ricette che, neanche a dirlo, vengono diligentemente copiate ogni volta dai libri che le hanno riportate. Ovviamente, come dicevo, non me ne sono mai resa conto, tanto è radicata in me questa abitudine: e ci sono voluti due interventi, l'uno di seguito all'altro (il primo sul forum di CI, il secondo durante il corso di cucina di venerdì sera) per farmi realizzare che, in cucina, predico bene e razzolo male.
Ne è un valido esempio questo soufflè, che è una delle poche preparazioni a cui ricorro di frequente, per il solito discorso del "massimo risultato col minimo sforzo" ( che da me si traduce in "porca figura con scasre difficoltà"), a cui ho apportato tante e tali di quelle modifiche che ormai non si contano più. Però siccome mi riesce bene ogni volta- e siccome l'ho preparato l'altro ieri, quindi, per così dire, sono fresca di studi- vi riporto la ricetta, prima nella versione ortodossa e poi in quella eretica a cui l'ho colpevolemente ridotta. Prima che me ne dimentichi, ovcours...




SOUFFLE' DI TAGLIOLINI ORTODOSSO
( da Sale&Pepe, Gennaio 2001)

per 4 persone
250 g di tagliolini freschi all'uovo
1,5 dl di panna fresca
un limone non trattato
burro
un bicchierino di vodka ( o di grappa)
2 uova
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di uova di lompo rosse (o di caviale)
sale e pepe

Scaldare il forno a 200 gradi. Mettete la panna in una casseruolina con la vodka il succo e la scorza grattugiata del limone e fate scaldare a fuoco dolce. Togliete la salsa dal fuoco prima che arrivi ad ebollizione, incorporate i tuorli e il parmigiano grattugiato, regolate di sale e pepate. Cuocete i tagliolini in abbondante acqua bollente leggermente salata, scolateli piuttosto al dente e conditeli con la crema preparata. Montate gli albumi a neve con un pizzico di sale e incorporateli delicatamente al composto di tagliolini. Distribuite la pasta in 4 pirofiline imburrate e cuocete in forno per 10-15 minuti; cospargete la superficie con le uova di lompo o il caviale e servite.

SOUFFLE' DI TAGLIOLINI ERETICO




  1. aumento gli albumi da 2 a 4
  2. li monto a neve densissima
  3. che al posto della vodka ci si possa mettere la grappa, me ne sono accorta solo adesso, dal lontano 2001
  4. ma intanto, non metto la vodka
  5. riduco il succo di limone e aumento la scorza grattugiata
  6. il parmigiano, anche no
  7. cottura a forno statico
  8. fino a quando non sono belli gonfi ( nel mio forno, sicuramente più del tempo indicato)
  9. quando sono belli gonfi, mi inginocchio davanti allo sportello del forno ( questo è fondamentale, a i fini della buona riuscita del soufflè) e insieme alle accorate preghiere perché non si ammoscino, sorveglio ancora per qualche minuto la cottura
  10. detesto le uova di lompo e il caviale non ce lo vedo per niente: per cui, li servo lisci, come da immagine
Alla fine il risultato è quello che vedete in foto e, particolare non secondario, a differenza dei suoi simili, non si ammoscia subito: prova ne è che è stato in posa per un bel po', prima che il marito trovasse l'inquadratura giusta, senza scomporsi un attimo- e chisseneimporta se ci son cascata anche stavolta...
Buon Appetito
Alessandra