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lunedì 31 maggio 2010

THE DAY AFTER- TIRAMISU ALLE FRAGOLE

 

tiramisu alla fragola

Ho due caviglie, ma due caviglie, ma due caviglie che, al confronto, Dumbo è la Audrey Hepburn... E ora sono le 06.45, ho già litigato con la creatura che ha dormito dai nonni, portandosi dietro tutto il necessaire per la Notte e il Mattino ma dimenticandosi - toh, che caso- lo zaino con i libri di scuola("potevi dirmelo prima, che devo andare in autobus, ora come faccio????) e fatto il primo Atto di Coerenza dalle mattina ("domani, dormi un po' di più, altro che in ufficio alle otto/ a che ora è che vai in ufficio? no, perché la Carola etc etc"). E, buon ultimo, ho acceso il forno, da cui devono uscire due Stupendissime prima delle dieci, ora in cui, invece, devo uscire io, se voglio salvarmi il posto di lavoro, almeno per oggi.
Al di là delle lamentazioni quotidiane, comunque, ieri mi sono divertita più del previsto. L'evento-tutto-maiuscolo era la chiusura della stagione di un'associazione concertistica genovese, organizzato dalla suocera: per cui, più che di un dopocena, si trattava di una specie di "prima dell'alba", visto che quando finalmente abbiamo potuto iniziare a far sul serio mancavano pochi minuti a mezzanotte. Non a caso, in un primo momento si era detto "solo dolci". E lo si era anche fatto, ad essere precisi, con una produzione di biscotti e pasticcini che non finiva più. Poi, però, tant'è, abbiamo cominciato a pensare che magari, un piatto caldo, almeno per i musicisti, sarebbe stato meglio farlo e da lì ad aprire con un aperitivo il passo è stato breve.
Alla fine, il menu è stato questo (per 30 invitati)
Aperitivo
Bollicine- cocktail analcolico- cocktail di rum e anguria (rigorosamente nell'anguria)
Olive al Martini
Mini croissant con burro salato, soncino e salmone affumicato
Polpette di carne
Polpette di melanzane
Spiedini tricolori (i soliti pomodorini/mozzarella/basilico, che personalmente sono 40 anni che non ne posso più ma mai una volta che ne avanzasse mezzo)
Kiwi/prosciutto crudo; ananas/prosciutto affumicato

Trofie al pesto con fagiolini

Crema meringata alle fragole
Mandorlata
Truffle Cake (pure con le candeline sopra, era il compleanno di mio suocero)

a seguire, col caffè
Canestrelli
Brutti ma Buoni della Suocera
Tartufi al cioccolato e qualcosa
Tartufi al cioccolato e qualcos'altro
Dolcetti di marzapane

A parte che, tolto qualche dolce "a seguire" non è avanzato nulla, la palma del "più apprezzato del buffet" va alla crema meringata di fragole, a cui è stato dato un vero e proprio assalto.

tiramisu alle fragole


A questo punto, uno normale si aspetterebbe, qui di seguito, la ricetta della suddetta crema- come minimo. Che invece non c'è. Perché uno normale, come minimo, si sarebbe portato dietro la macchina fotografica. Come minimo. Oppure, l'avrebbe trovata in casa della suocera.
E invece, niente. L'attrezzatura da reporter d'assalto è rimasta nella libreria dello studio, la digitale tutto fare chissà dov'era finita e, tolto un cellulare d'altri tempi, con cui per altro ho immortalato solo gli aperitivi, non c'era nulla che potesse servire allo scopo.
E così, recuperiamo un vecchio tiramisu alle fragole, un classico delle porche figure, giurando e spergiurando che la prossima crema meringata mi troverà attrezzatissima, con tanto di cavalletto, set di obiettivi e pannelli per la luce e maritoshop al fianco, che tanto, ormai, i nostri ospiti ci si stanno abituando, a queste performance. E se in cambio "se magna", questo ed altro...



TIRAMISU ALLE FRAGOLE

tiramisu alle fragole

per venti bicchierini- 10 persone

500 g di mascarpone BUONO
500 g di fragole
4 uova (tuorli e albumi)
150 g di zucchero
liquore alla fragola (avevo una grappa del Trentino, fra i souvenir) oppure Cointreau
savoiardi, qb- una trentina circa, dipende dalla larghezza della teglia

In primis, ormai son secoli che per il tiramisu pastorizzo le uova- tuorli e albumi- con lo sciroppo di zucchero. Una pate a bombe da una parte, una meringa italiana dall'altra- ed ecco qui che il rischio salmonella o altri virus è annientato.
Quindi, si inizia con lo sciroppo di zucchero: 150 g di zucchero e 75 g di acqua e ho lasciato ridurre fino alla temperatura di 121 gradi. A occhio, quando inizia a diventare denso, ci siamo
Si montano i tuorli con metà dello sciroppo: si inizia montando semplicemente i tuorli, poi si versa a pochissimo per volta lo sciroppo, sempre montando, per evitare che l'uovo "si cuocia": alla fine, otterrete una pasta liscia e vellutata, che i pasticceri chiamano pate à bombe.
Lo stesso dicasi per gli albumi: prima, li si monta a neve fermissima, e poi si aggiunge lo sciroppo, sempre montando e continuando a montare, fino ad ottenere una specie di meringa, liscia e compatta.
In ultimo, si monta il mascarpone da solo, per pochi minuti; poi si unisce la pate a bombe, montando e, in ultimo, la meringa: in questo caso, incorporatela con una spatola, facendo attenzione perchè non smonti
Preparate una bagna per i savoiardi con acqua e liquore: le proporzioni variano, a seconda del tasso alcolico dei destinatari, per cui fate voi. SE volete eliminare del tutto l'alcool, del succo d'arancia, sempre diluito con acqua, va benissimo.
Inzuppate i savoiardi e disponetene uno strato sul fondo della teglia o nei biccierini, se fate delle monoporzioni (è evidente che qui "uno strato" sarà costituito da un quarto del biscotto. Potete anche sbriciolarlo a secco e bagnarlo con due cucchiaini di sciroppo, se preferite)
Spalmatevi sopra la crema, in uno strato bello spesso, su cui poi adagerete la metà delle fragole, mondate, lavate e tagliate a pezzetti.
Secondo strato di savoiardi e ultimo strato di crema: a chiudere, l'altra metà delle fragole, sempre tagliata a pezzettini e qualche fogliolina di menta per decorare.
In frigo fino al momento di servire.
I tiramisu della foto risalgono alla festa della creatura e, per bieche ragioni scenografiche, sono stati arricchiti di colorante rosso. Non siete tenuti a questo scempio.
Buona giornata
Ale

domenica 18 aprile 2010

Una serata...."vulcanica"....

di Alessandra

DSC_0641



Mi scuso con i lettori del solo blog, perchè questo post somiglia molto di più ad una niusletter: tanti fatti miei e pochissime ricette. E metto anche le mani avanti con "quelli della nius"- che intanto domani qualcosa di nuovo vi tocca comunque, perchè figuriamoci se qui si sta 24 ore senza che succeda niente di strano. Solo che quello che ci è capitato ieri non può aspettare fino a domani e io oggi mi sento un po' come il servo di Re Mida, che aveva svelato al canneto il segreto delle orecchie d'asino del suo padrone: in altre parole, bisogna che lo racconti....

zabaione al cointreau

Sintetizzo l'antefatto: una mia amica cura l'Ufficio Stampa di una importante Associazione musicale genovese e, durante un caffè, sentendo che la sera stessa deve accompagnare il concertista di turno al ristorante, non riesco a trattenere l'anima di P.R. che è in me (Pranzi & Rinfreschi) e mi aggiudico l'evento successivo: una pianista russa e un violoncellista coreano per un cocktail da me il sabato dopo.
Vale a dire ieri.
Naturalmente, inizio a carburare il giovedì ma, al sabato mattina, ci sono una spesa fatta, un menu semi preparato e un denutrito parterre di ospiti per una serata che si annuncia come lieve ma intensa, moderatamente mondana, disinvoltamente internescional, insomma, la classica serata perfetta.

palline di pistacchio alla rosa

La prima delle ferali notizie è arrivata dal parrucchiere: la pianista è bloccata a Londra dalla nube del vulcano. Il violoncellista, però, da buon orientale, arriva.
Che arrivi in treno, però, lo sappiamo alle cinque della sera, a due ore dall'inizio del cocktail, quando praticamente è tutto pronto. La mia amica è mortificata, ma di alternative non ce ne sono: l'ubi maior sono il concerto, la concentrazione, il riposo e, per quanto comodo sia il vagon lit della linea Saigon - Genova, due ore in più di sonno sono esiziali, in questi casi.

DSC_0605

Il tempo di spegnere il mio cellulare, ed il marito si era già attaccato al suo, reclutando le truppe cammellate dei Palati Fini che, dando prova di commovente fedeltà alla tovaglia, ora facevano brusche inversioni dalla via che li portava a cena dalla suocera, ora rinunciavano impavidi al riciclo avanzi con i vicini di casa, ora resistevano alle tentazioni del frigo pieno di yogurt allo 0,0000000001%di grassi e si presentavano tutti puntuali sulla soglia di casa nostra.

Fin qui, tutto normale. Cioè, non è proprio all'ordine del giorno che un cocktail venga cancellato all'ultimo momento ma, se ciò avviene, è altamente probabile che si recuperi qualche amico per tamponare il danno. Quello che normale non è, invece, è il timore- anzi, no: l'agghiacciante terrore- che avevo io, di fronte alle reazioni dei nostri amici al menu della serata.

mousse al cioccolato

Passo indietro. L'aulico titolo di Palati Fini appartiene ad una nobile et ristretta cerchia di amici che da anni si piegano a fare da cavia a tutti gli esperimenti culinari della sottoscritta. Non ho mai capito che cosa ci sia dietro a questa perseverante acquiescenza- se sincero amore per la buona tavola o sincera compassione per me- oppure appetiti insaziabili che li spingono ad ingozzarsi di tutto, alla faccia della minima funzionalità delle papille gustative: di fatto, però, ogni cena con loro significa in automatico qualche proposta innovativa dalla cucina. Che sia buona o cattiva, è secondario. L'importante è che sia nuova.

Se non chè, vista la nazionalità degli ospiti, ieri sera c'erano pizzette e trofie al pesto.
Un'ignominia.
E come se ciò non bastasse, le trofie erano comprate e- ignominia delle ingominie- il pesto PURE.
Praticamente, mi sarei giocata la carriera in due mosse. Pizzetta/Troffia al pesto/ Scacco matto.

americano solido

La prima ad arrivare, neanche a dirlo, è stata la Cecilia. Che, neanche a dirlo due, è entrata, è andata dritta in cucina, si è tolta la giacca e si è assisa sullo sgabello, non prima di aver addentato una delle pizzette pronte ad entrare nel forno.
"che schifo!!!"
Ci siamo: detto da lei, che è una specie di Packman vivente, equivale a una condanna senza appello.
"sono fredde!!!"
Gliene passo una calda e, quando arriva alla terza, senza proferir parola, inizio a pensare che, se ben mimetizzate con il resto degi appetizers, le pizzette riesco ad imboscarle. Anche perchè nel frattempo la Cecilia attacca la quinta e se gli ospiti ritardano, magari riesce pure a farsele fuori tutte.
Il problema è il piatto caldo. Quello, non lo mimetizzo per niente. Non ho alternative, non ho altri ingredienti, non ho le forze per cucinare daccapo qualcosa di nuovo. Però, penso, non sono mica Palati Fini per niente. Cioè, intendo dire: anche a loro, di mangiarsi le solite trofie al pesto, cosa vuoi che gliene possa importare? Con tutte le altre cose che ci sono...
Glelo dico
" Sentite, prima di aprire le danze: io di là ho tre chili di trofie del pastaio, ma le avevo prese solo per gli ospiti, capito, una russa, un coreano, mica potevamo fargli i blinis o le polpette di granchio, giusto? solo che non so se sia il caso di buttarle, cosa dite, lasciamo stare?"
Silenzio
"Fra l'altro, c'è un'insalata di farro strepitosa, tutta con prodotti del territorio, una figata immensa, poi il farro riempie, a volte è anche un piatto unico...."
Silenzio. Tacciono pure le taglie 38/40.
" Non so... dite voi...."
Dal fondo, il primo assist
" Magari ne buttiamo due per i bambini..."
"Ma fai anche tre, guarda..."
"Anche quattro..."
Due chili. E, quel che è peggio, che si sono infilati tutti in quel buchetto che altrove si chiama coriandolo e a casa mia si chiama cucina, per controllare che le buttassi davvero. E le scolassi al punto giusto. E le condissi come si deve. Fingendo di chiacchierare dei massimi sistemi, ovviamente: " come avrai letto nell'ultimo articolo di... un po' più di sale....d'altronde, con questa crisi, gli scenari non son poi mica tanto... secondo me son cotte... che poi bisogna vedere la maestra... senti , Ale, piglia un po' 'sto Parmigiano e mettilo in tavola con la grattugia, su, che c'abbiam fame..."
Superfluo aggiungere che non sia avanzato nulla, scarpetta nel pesto compresa. L'unica che, fedele alla linea, si è astenuta, è stata mia sorella. Che però si è fatta fuori una cinquantina di pizzette, bontà sua....

Il resto, nei prossimi giorni
ciao
Ale