mercoledì 1 agosto 2018

HERMAN MELVILLE- MOBY DICK







TRAMA

Moby Dick" è l'opera più celebre dell'Ottocento americano. Questo grande romanzo del mare narra la drammatica sfida del Capitano Achab alla Balena Bianca, colosso marino ma anche creatura metafisica, figurazione dell'inconoscibile. A bordo del Pequod, la nave condannata, uomini di fedi e culture profondamente diverse vengono trascinati verso un unico destino, in un'epopea tragica che è anche una fra le più intense opere poetiche di tutti i tempi. Resa con grande vigore espressivo e in un linguaggio che, nella sua asciutta incisività, rispecchia le esperienze autenticamente vissute dall'autore a bordo delle baleniere, la storia della caccia alla Balena Bianca diviene un'allegoria del perenne confronto dell'uomo con se stesso.


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L'edizione italiana è disponibile in tutte le biblioteche. Le migliori traduzioni restano quella di Pavese per Adelphi e quella di Alessandro Ceni per Feltrinelli. Controversa quella di Ottavio Fatica per Einaudi, che ha spaccato i lettori in due.

TRASPOSIZIONI CINEMATOGRAFICHE
Piuttosto numerose, nel passato, ma la citazione inevitabile è Moby Dick, la Balena Bianca, regia di John Huston, sceneggiatura di Ray Bradbury e Gregory Peck nella parte del Capitano Ahab, (con un cameo di Orson Welles, nella parte di padre Mapple) del 1956. Litigate a non finire e film cosi e cosi, anche se è grazie a quella produzione che la maggior parte degli Americani ha potuto fingere per decenni di aver letto il libro. Nel 2005 è uscito Heart of the Sea- Le Origini di Moby Dick, con la regia di Ron Howard, forse migliore del precedente, ma passato un po' più sotto silenzio.



A leggere Moby Dick si impiegano trenta ore, come ben sanno gli organizzatori della maratona di lettura che si tiene ogni anno al Museo delle Balene a New Badford (MA). A leggere tutte le interpretazioni che ne sono state date, invece, potrebbe non bastare una vita, visti gli infiniti significati che sono stati dati alla più lunga ed emozionante caccia alla balena della storia della letteratura- tre anni di tempo, 135 capitoli, quasi 700 pagine. D'altronde, lo aveva detto Eco che Moby Dick " è una macchina per generare interpretazioni" ed è da quando ci si è accorti del suo valore che non si fa che scovare significati a questo monumento della letteratura americana. 
L'ironia della sorte, il copione che si ripete, è che quando uscì Moby Dick, nel 1850, in America non se lo filò praticamente nessuno. Poi arrivò Stevenson che scrisse su tutti i muri che questo era un capolavoro, regalando a Melville la soddisfazione di morir contento e, da noi, Cesare Pavese che nel 1932 sfidò l'autarchia del Regime e la sua idiosincrasia per il mare e ne fece una traduzione bellissima, musicale e poetica, che Adelphi non si è ancora stancata di ripubblicare
Il fatto che generi così tante interpretazioni (dalla coralità dell'epopea della gente di mare all'individualità tormentata e sofferente del suo protagonista, dal simbolismo alla metafisica, dalla costante lotta dell'uomo contro il male al rapporto di odio-amore che è poi il vero motore della caccia di Ahab alla sua preda) significa solo una cosa: che Moby Dick sarebbe un libro da leggere per davvero e  non da millantare di aver letto, sorte che tocca alla maggior parte dei classici superiori alle 300 pagine. 


le risposte domani...