sabato 28 luglio 2018

ELDA LANZA, IL TOVAGLIOLO VA A SINISTRA




ARGOMENTO

L’arte della convivenza, i valori della cortesia e le buone maniere sono messi a dura prova dallo stile di vita moderno. Cellulari che squillano senza sosta, persone che si affollano in ascensore o in metropolitana senza cedere il passo a chi scende, marciapiedi trasformati in campi minati da cani con padroni... distratti. Mancanza di rispetto e comprensione nel nome dei tempi moderni e del web. In questo gioco dei ruoli, tra galateo e educazione, manierismo e ipocrisia, Elda Lanza ci aiuta a riconoscere lo stile di una persona che considera le buone maniere una disciplina civile e cosciente di sopravvivenza. Attraverso la sua esperienza di vita, aneddoti e confidenze, con spirito e leggerezza, concretezza e rigore, l'autrice ci racconta come essere e come fare, nei giorni qualsiasi e nelle occasioni speciali, per vivere meglio tra estranei, sul lavoro, tra amici, amori e sconosciuti. Per vivere e sentirsi migliori in un mondo che cambia.


CHE COSA DICONO GLI ALTRI

L'autrice, niente meno, che qui parla del suo libro e delle buone maniere (del tempo che fu)



CHE COSA DICO IO

"Signore, fammi invecchiare come Elda Lanza" è un'aggiunta relativamente recente alle mie preghiere, che risale grosso modo a quando ho scoperto questa signora, decana della TV italiana, convertitasi al romanzo giallo alle soglie dei novant'anni e da allora prolifica scrittrice, di raro garbo e modernità. Di conseguenza, quando ho scoperto che era autrice anche di questo manuale di galateo (Elda Lanza tiene anche corsi di bon ton. Signore, come sopra, ma con più intensità), non son riuscita a trattenermi: doveva essere mio. La delusione si è avvertita già dal primo capitolo-e non perchè non sia un prodotto di qualità, tutt'altro: le buone maniere vengono spiegate in maniera puntuale, con pregevoli incursioni nell'Antropologia e nella Storia, volte a spiegare perchè ci si comporta in un determinato modo e non in un altro e bla bla bla. Il punto è che da una Elda Lanza ci si aspettava di più, azzardo addirittura qualcosa di molto vicino all'ineguagliabile galateo di Brunella Gasperini, ovvero una lettura delle vecchie regole alla luce del buonsenso, dell'elasticità, dell'apertura ad altri mondi e ad altre culture e del solito pizzico di ironia che, ahimè, stavolta brilla per la sua assenza e confina questo libro alla categoria dei "soliti manuali": di fattura pregevole, sia chiaro. Ma sempre un logoro elenco di si fa/non si fa. 



VOTO ***