venerdì 27 luglio 2018

AMELIE NOTHOMB- IL DELITTO DEL CONTE NEVILLE



TRAMA

“Se non aveva mai commesso niente di indegno, non aveva neanche commesso niente di insigne.” Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l’onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l’evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: “Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato.” Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l’intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti

CHE COSA DICONO GLI ALTRI

Una bellissima intervista all'autrice, qui su Repubblica . Leggetela perchè merita (e perchè il suo è un nome che ricorrerà spesso, qui sopra)

CHE COSA DICO IO

Amelie Nothomb è una scrittrice che ha molto da dire (pregio numero uno), lo dice in breve (pregio n.2) e lo espone con un'ironia dissacrante, tagliente, a tratti esilarante (pregio n. 3). Nella mia auto-biblioterapia, mi sono prescritta un suo romanzo al mese, a cominciare da questo racconto lungo, figlio di Oscar Wilde e di Eschilo, che per l'occasione si muovono nel mondo dell'aristocrazia, fra buone maniere e coppe di  champagne. L'ineluttabilità del destino è raccontata per aforismi, in una cornice narrativa surreale e con personaggi altrettanto fuori dal mondo che si muovono fra privilegi ormai privi di senso, povertà polverose, ipocrisie sociali, nella cornice di un garden party dove culminerà il rocambolesco epilogo della vicenda. Se avete letto l'intervista linkata sopra, saprete già che la Nothomb appartiene ad una delle più importanti famiglie dell'aristocrazia belga e pertanto conosce perfettamente tutte le abitudini e le dinamiche della classe che analizza, con il suo solito sguardo dissacrante con brio. Il che costituisce il pregio n. 4 di questo libro- l'assenza totale del "vorrei ma non posso". La Nothomb vuole e può. E ci piace per quello. 


VOTO****