venerdì 6 ottobre 2017

I CRUMIRI DI MASONE. RIGOROSAMENTE CON LA C




Prendiamola alla lontana: dicesi Krumiro, con la K, un biscotto nato in quel di Casale Monferrato dalla fantasia di Domenico Rossi e bla bla bla, come potete leggere  qui, nel Calendario del Cibo Italiano, che dedica questa giornata ai Krumiri e alle Paste di Meliga, loro cugine. Tutte cose che noi gente di frontiera conosciamo benissimo, perchè i Krumiri sono una di quelle cose che appartengono di diritto alle dispense ben fornite, assieme agli amaretti morbidi di Mombaruzzo e ai canestrelli di Montebruno. Quello ce magari non sapete è che a me non hanno mai fatto impazzie (nessuno dei tre, ad essere precisa), almeno fino a quando non ne ho subito la mancanza. Non so cosa darei per avere degli amaretti come dico io, quando e come servono a me, per dire. E se i canestrelli li possiamo rifare, per i Krumiri la faccenda è diversa, e non perchè la ricetta originale non c'è.
Ma perchè rifarli darebbe la stura a quella nostalgia per la Valle Stura (gioco di parole d'obbligo), dove verdeggia lussureggiante la perla del Masonshire, glorioso buen retiro della famiglia di mio marito e, da almeno 15 anni, anche mio.
Ora, per il resto del mondo Masone è un posto dove piove.
Cosa-dico-piove.
Masone è il regno del luvego, del cielo che ti è già caduto sulla testa, sono le 50 sfumature di grigio nella accezione masochistica della faccenda, le ombre lunghe subito dopo mezzogiorno e quel maledetto Turchino che è dai tempi di Portobello che lo sappiamo, che andrebbe spianato, per far si che il sole del buon Dio dia i suoi raggi anche in questa contea.
Questo è Masone, per chi non lo conosce.
Ma per chi, come noi, anela alla campagna estrema, al solo suono del silenzio, agli orologi che si fermano ad un tempo rarefatto e sospeso, in cui la memoria si fa vita e ogni oggetto, ogni scorcio, ogni parola si carica di un passato di affetti mai sopiti, Masone è il vero luogo dell'anima. E' il roseto rigoglioso che ricopre pesante il portico di fronte a casa, il saluto festoso dei tuoi cani, l'indicibile bontà delle primizie dell'orto, le pigre letture all'ombra dell'edera o sotto lo sguardo dei ritratti in bianco e nero. E' il tagliere della focaccia col salame, il vino bianco gelato che appanna i bicchieri, sorrisi che scaldano e pazienza se piove. E' la panna cotta di Pippi, la colazione da Vigo, il mercato dei contadini del giovedi e, su tutti, i Crumiri della pasticceria Mosto, tappa immancabile di tutte le generazioni di golosi della famiglia di mio marito, da che vennero sfornati i primi Crumiri.



Collage di crumiri


Che questi siano un po' diversi dagli originali, non è cosa da nasconderne, ma semmai motivo di fierezza e di orgoglio. : i primi ad esserne stati consapevoli furono proprio i loro creatori, i Masonesi della Valle Stura, che vollero segnare un confine anche linguistico, sostituendo l'esotica k con la più familiare C. Diversi sono poi gli ingredienti- con l'aggiunta di farina di mais, di latte e di scorza di limone- diversi i tempi di lievitazione e di riposo e diversa, infine, la segretezza della ricetta: quella dei Krumiri di Casale non è ancora stata violata, mentre quella dei Crumiri di Masone gira liberamente, di casa in casa e fra le due pasticcerie del paese che fiancheggiano la via principale, l'una di fronte all'altra, e dividono gli abitanti, incerti su quale delle due li faccia più buoni. Ovviamente, l'unica è sacrificarsi ad una prova su campo: ma se volete preparare il palato, tanto per ingannare l'attesa, potete cimentarvi con questa ricetta. Che non sarà la più originale di tutte, ma quanto a risultato finale non è seconda a nessuno

CRUMIRI ALLA POLENTA DI MASONE 
da Valeria Melucci, I Dolci della Liguria

crumiri di masone



Ingredienti
350 g di farina di mais macinata finissima
350 g di burro
150 g di farina di frumento
150 g di zucchero
150 ml di latte
1 limone non trattato

Setacciate la farina di mais con quella di frumento per amalgamarle, quindi disponetele a fontana sul piano di lavoro. Grattugiate la scorza del limone, avendo cura di evitare la parte bianca e amara e unitela alle farine. Tagliate il burro a pezzetti e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente. Unite alle farine lo zucchero, il burro ammorbidito e il latte e lavorate energicamente il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo ed eventualmente aggiungendo ancora un po' di latte, se dovesse risultare troppo asciutto. Ricoprite con un canovaccio pulito e lasciate riposare per un paio d'ore. trascorso questo tempo, imburrate la placca o rivestitela con un foglio di carta da forno, quindi trasferite l'impasto in una siringa da pasticcere con il beccuccio a stella e formate sulla placca tanti bei bastoncini ben distanziati fra loro. (nota mia: incurvateli leggermente al centro, in modo che prendano la tradizionale forma a mezzaluna). Infornate a 200 gradi e lasciate cuocere per almeno 20 minuti. conservateli in una scatola di latta, per mantenerli friabili. 

Sono propriamente biscotti da meditazione, quindi perfetti per un dopocena, come accompagnamento ad un vino liquoroso. La versione "da colazione", presente solo nel Cuneense, li vuole di dimensioni più grosse, ma qui a Masone non van tanto per il sottile: la forma è la stessa, indipendentemente dall'uso. Vorrà dire che, mal che vada, ne mangeremo qualcuno di più...:-)

ciao 
ale